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PAUSA CAFFE’ | Antonia Fanesi: “Quando ho iniziato a lavorare San Benedetto era invasa da turisti da maggio a settembre”

La presidente regionale di Confesercenti Turismo si racconta tra vita privata e professionale. “Con mio marito evitiamo di parlare di lavoro in famiglia”

Pubblicato da 

Luigina Pezzoli
 venerdì 28 Luglio 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Antonia Fanesi da oltre trent’anni lavora nel settore del turismo.

Qual è il primo ricordo che le viene in mente se guarda indietro, a quando ha iniziato?

Ho iniziato a svolgere questa professione più di 30 anni fa, quando San Benedetto era invasa da turisti da maggio a settembre, molti dei quali stranieri. Sicuramente è stato fondamentale nel mio percorso lavorativo confrontarmi con delle realtà spesso molto diverse tra loro e che poi mi hanno dato l’opportunità di crescere oltre che professionalmente anche umanamente.

A 24 anni diventata mamma. Adesso i suoi figli sono grandi, ma come è stato all’inizio conciliare lavoro e famiglia?

Come per molte altre madri lavoratrici credo non sia sempre semplice conciliare famiglia e lavoro. Fortunatamente, nel mio caso, avendo un’azienda a gestione familiare, ho avuto la possibilità di poter dedicare il giusto tempo a entrambe le cose.

Per lei in estate aumentano gli impegni. Inizia a pesarle questa cosa?

Per noi operatori turistici l’estate è il periodo più intenso da un punto di vista lavorativo e questo comporta sicuramente un maggior sacrificio, ma anche tante soddisfazioni personali e lavorative.

Quando è lei ad essere ospite di una struttura alberghiera quali sono le prime cose a cui fa caso?

Quando vado in vacanza cerco sempre di godermi i pochi giorni di svago, ma certamente la natura di albergatrice viene fuori e debbo dire che più volte ho trovato idee e spunti da poter trasferire nelle nostre strutture e poter migliorare così i servizi che offriamo ai nostri ospiti.

Lei e suo marito Marco Calvaresi siete una coppia di storici ed esperti operatori del turismo. A casa si parla di lavoro? Vi scambiate consigli?

Mio marito ed io evitiamo di parlare di lavoro quando non è strettamente necessario. Sicuramente la sua conoscenza nel settore mi ha introdotto nel mondo dell’accoglienza, ovviamente entrambi abbiamo l’esperienza necessaria per cavarcela da soli. Solitamente nelle decisioni più importanti ci confrontiamo e decidiamo insieme ai nostri figli che collaborano nelle nostre attività.

Lei è presidente regionale di Confesercenti Turismo, su cosa deve puntare la nostra Regione, in particolare la Riviera, per dare ancora più slancio a questo settore?

La Regione deve puntare sulla comunicazione. Le Marche con il proprio patrimonio artistico, storico e culturale ancora non sono conosciute e valorizzate come dovrebbero; naturalmente il settore balneare è quello che fa più numeri, ma sono necessari investimenti ingenti per migliorare l’accoglienza e generare flussi turistici che vadano oltre la classica stagione estiva.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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