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PAUSA CAFFE’ | Massimiliano Bachetti: “Cosa insegno ai miei figli? La voglia di mettersi in gioco”

L’imprenditore ascolano e la sua esperienza in Confindustria: “Da presidente regionale faccio mi impegno a diffondere il modello marchigiano, la capacità di unire innovazione e startup al mondo manifatturiero”
Pubblicato il 22 Marzo 2024

ASCOLI PICENO. Se pensa alla sua infanzia qual è la prima immagine che le viene in mente?

Quando penso alla mia infanzia, la prima immagine che mi viene in mente è quella di me stesso che cammino giocando a fare l’esploratore ad Ascoli e nelle campagne limitrofe. La mia curiosità ed immaginazione hanno avuto da sempre un forte impatto sulla mia vita e tuttora sono fondamentali anche nel mio lavoro.

Massimiliano Bachetti, amministratore unico della Bachetti Food Specialità dei Piceni s.r.l. di Ascoli Piceno, azienda leader del settore agroalimentare, fin da giovanissimo sapeva già quale sarebbe stata la sua professione?

Pur avendo sempre guardato con ammirazione il lavoro dei miei genitori, da giovanissimo avevo una grande passione per i computer e per il mondo digitale che stava nascendo in quel periodo. Crescendo mi sono avvicinato al business di famiglia cercando fin da subito di portare novità, in particolare nell’organizzazione aziendale e nel marketing.

Dal 2020 è presidente Confindustria Marche gruppo giovani imprenditori e detiene il primato di essere stato il più giovane imprenditore ad entrare nella Giunta senior della sua territoriale. Cosa significa per lei?

Entrare negli organi direttivi di Confindustria di Ascoli Piceno in giovane età è stata una grande opportunità, mi ha permesso di confrontarmi su vari temi con tutti i più grandi imprenditori della nostra provincia, un esperienza che ha accelerato il mio processo di crescita professionale all’interno della mia azienda. Essere stato eletto all’unanimità presidente regionale è stata una delle esperienze associative più emozionanti di tutto in mio percorso. Da presidente regionale devo confrontarmi a livello nazionale con i colleghi delle altre regioni, in questi momenti cerco di apprendere le best practice di ogni territorio e faccio conoscere il modello marchigiano su come uniamo innovazione e startup al mondo manifatturiero.

Da anni punta molto sulla promozione di iniziative legate all’imprenditorialità. Qual è quella più innovativa?

Sicuramente “E se funzionasse”, uno dei nostri progetti di maggior successo, tanto da essere stato preso come esempio a livello nazionale. Si tratta di un progetto dei giovani imprenditori di Confindustria Marche realizzato in collaborazione con BpCube, con il contributo della Camera di Commercio delle Marche
e il patrocinio della Regione Marche. Mettendo a sistema varie competenze riusciamo a dare ai giovani marchigiani un buon supporto per l’avvio di nuove imprese.

Oltre al settore prettamente aziendale sostiene progetti di solidarietà attraverso l’associazione no-profit “Made with love” di cui è socio fondatore.

Made with love è un’associazione che nasce con lo scopo di aiutare le aziende e le comunità colpite dal sisma del 2016. Abbiamo realizzato diverse iniziative tra le quali la vendita dei prodotti delle aziende terremotate tramite pacchi regalo, iniziativa che ha dato immediata liquidità a diverse realtà in difficoltà. Abbiamo finanziato una settimana di colonia al mare per i bambini di Arquata del Tronto. Ed ancora abbiamo realizzato un’aula d’informatica con stampante 3d presso il polo scolastico di Acquasanta Terme.

Lei è alla guida di un’azienda familiare fortemente radicata nel territorio. Qual è l’insegnamento a suo avviso più importante che ha ricevuto dai suoi genitori.

Credo che l’insegnamento più grande sia quello di creare prodotti che ci piacciano personalmente. Produrre food non è un business come gli altri, il cliente compra anche sulla fiducia che ripone in noi, perciò è fondamentale in fase di vendita trasmettere l’amore per i propri prodotti e per il proprio lavoro.

Oggi lei è sposato ed è papà di una bambina. Quali sono i valori principali che le vuole trasmettere?

Mi piacerebbe trasmettere ai miei figli il valore della famiglia, l’importanza di non dare nulla e nessuno per scontato. E poi trasmettergli la voglia di mettersi sempre in gioco.

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