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PAUSA CAFFE’ | Il dottor Mariani ricorda gli anni della sua gioventù. “In famiglia la merenda era un rito assoluto”

“Attenzione alle diete alla moda, come quella del digiuno. L’unica valida è quella Mediterranea, riconosciuta come Patrimonio culturale immateriale”

Pubblicato da 

Luigina Pezzoli
 venerdì 16 Giugno 2023

ASCOLI PICENO. Il dottor Mauro Mario Mariani, medico specialista in angiologia, da anni si dedica alla divulgazione di una corretta alimentazione Mediterranea come prevenzione e terapia (per questo si definisce mangiologo), è spesso presente nei programmi televisivi targati Rai. Classe 1963, medico chirurgo ascolano, le sue pubblicazioni in qualità di autore sono: “Il Tao dell’alimentazione” (2015) “Prospettiva Rosea – alla ricerca dell’equilibrio” (2019) “Ricomincio da emME – Come combattere lo stress ossidativo dalla emme alla zeta” (2020). Riceve a Roma e ad Ascoli Piceno.

Dottor Mariani quando era ragazzino cosa amava mangiare?

Nasco quinto figlio in una famiglia ascolana molto tradizionale. Mio padre era segretario comunale e quindi aveva l’opportunità di avere spesso prodotti del territorio di qualità. La merenda era un rito assoluto con queste grandi fette di pane e olio alle quali l’estate aggiungevamo pomodori dell’orto. Non mancava mai il ciambellone o la crostata a colazione. La settimana aveva dei ritmi scanditi. Lunedì minestrone, martedì e venerdì pesce, mercoledì pasta, giovedì gnocchi, sabato brodo di manzo. La domenica le tagliatelle col sugo buono, tirato per ore e ore. Tutto questo insieme a tante verdure. Il mio piatto preferito? Mi prendi in contropiede, forse i bomboletti, le lumachine di mare, ho un bel ricordo di condivisione con mio padre soprattutto negli ultimi anni quando ero restato unico figlio a casa dopo il matrimonio dei miei fratelli, facevamo a gara per chi prendeva quelli più grandi

Qual è a suo avviso lo sbaglio più comune che si fa in tema di alimentazione?

Lo sbaglio più comune in tema di alimentazione è la mancanza di conoscenza. Tanti miei pazienti sono all’oscuro dell’importanza di certi alimenti e del pericolo di altri. Soprattutto di quello che io definisco le due “Ci”, non di Chanel, ma di combinazione e cronologia. Le persone non sanno come garantire benessere al proprio organismo con la prima medicina: il cibo. Il cibo cura, riequilibra, sostiene, rafforza e depura se scelto e combinato nel modo giusto. Ritengo occorra fare una grande opera di educazione alimentare per insegnare alle persone a mangiare con le 3C: “Come Cristo comanda!”. Si mangia troppo e male: troppi zuccheri, troppe proteine animali, soprattutto a quattro zampe e loro derivati, e poca verdura, frutta e pesce. Questo squilibrio porta a far ammalare un sistema che necessita di nutrienti e non di tossine.

Il dottor Mariani con il conduttore Massimiliano Ossini

Oggi si parla tanto di digiuni prolungati, ritiene sia una valida soluzione per perdere peso e stare in forma?

Attenzione alle diete alla moda, come attualmente è quella del digiuno. La salute non può essere gestita da un semaforo: ora mangi, ora non mangi. Il digiuno, naturalmente, lo facciamo ogni 24 ore per almeno otto ore filate, quando dormiamo. Il digiuno assoluto e anche il digiuno intermittente possono risultare pericolosi e determinare condizioni patologiche irreversibili nell’organismo. Nei digiuni le tossine immagazzinate nel tessuto connettivo vengono liberate improvvisamente e violentemente innescando una “autointossicazione” del corpo che può avere anche conseguenze drammatiche se non si interviene immediatamente tamponando l’acidosi diffusa. Uno studio ha dimostrato come il digiuno intermittente non sia benefico per le donne quanto per gli uomini. E mentre in questi ha migliorato la sensibilità all’insulina, inversamente nelle donne ha peggiorato il controllo della glicemia. Uno studio recente effettuato sui ratti ha evidenziato che il digiuno intermittente può rendere i ratti femmina emaciati, mascolinizzati, e determinare infertilità e mancanza di ciclo. Senza poi considerare l’effetto “yo yo” che si innesca con perdita evidente di massa magra a favore dell’aumento di quella grassa. La dieta è soltanto una quella Mediterranea. L’Unesco, emanazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, dal 1946 è l’Organizzazione che stabilisce il titolo di Patrimonio dell’Umanità a beni materiali e immateriali e il 17 Novembre 2010 ha designato la Dieta Mediterranea Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità per le sue caratteristiche salutari. La Dieta Mediterranea prevede un 45–60% di Carboidrati, di prevalenza complessi (dai cereali) 10–12% di Proteine, e 20–35% di grassi con una percentuale di quelli saturi maggiormente rappresentati in quasi tutti i prodotti animali tranne il pesce) inferiore al 10%. Come si legge, la percentuale maggiore è data dai cereali, quindi si ai carboidrati ma attenzione alle 4 P: non portare a tavola mai nello stesso pasto più di una P, tra Pane, Pasta, Pizza e Patate, perché la somma di questi alimenti indurrebbe un carico glicemico troppo alto.

Qual è il peccato di gola al quale non riesce a rinunciare?

Sono fortunato perché non impazzisco per i dolci e quindi questo mi garantisce sempre di giocare in attacco. Giocare in attacco significa che, quando mangiamo nei pasti principali, il fatto di amare e portare a tavola sempre tante verdure riesco a dare una protezione all’organismo. Non c’è pasto nel quale non inizi da verdure crude. Queste riescono ad avere un effetto favorevole sul nostro organismo garantendo un tamponamento della fame, quello di generare un tappeto verde, per poi poter gestire al meglio quello che andiamo a mangiare successivamente, e non ultimo il fatto di mettere in condizioni il nostro sistema di ricevere quegli antiossidanti presenti nella verdura, cosa che se la mangiassimo solo dopo, nel percorso andremo a perdere questi preziosi contributi per l’acidificazione che si innesca con l’elaborazione la digestione dei cibi complessi. Detto questo non evado dalla tua domanda. Il peccato di gola che amo di più sicuramente è la presenza di guanciale in alcuni piatti che amo coma l’Amatriciana e Gricia in primis. Guanciale rigorosamente scelto, definiamolo biologico dai, e mai pancetta, diffidate dalle imitazioni. Questi piatti ovviamente sono il cibo della festa e vanno sempre contornati da tante verdure prima crude e poi a vapore.

Da anni sposa l’iniziativa mondiale per dire “no” al tabacco.

Sono quattordici anni che organizzo eventi “No Tabacco”. Da angiologo sono consapevole dei grandi danni che provoca quella che è stata definita dall’Oms “La prima causa di morte evitabile”. Noi medici dobbiamo metterci la faccia, ed essere di esempio, mettendoci anche impegno e disponibilità. Per questo nasce il mio “Zero Sette Trentasei”, un progetto nato nel 2017 che vuole essere una ricetta da poter adottare nel quotidiano, come stile di vita. Partito da Ascoli e con il prefisso telefonico di Ascoli, il progetto propone una vera e propria rivoluzione nei comportamenti, rivolto soprattutto ai ragazzi in età scolare e che mira ad arrivare a sensibilizzare anche gli adulti. “Zero-sette-trentasei” sta per: zero sigarette, sette porzioni di frutta e verdura e trentasei minuti di esercizio fisico al giorno per avere un’efficace azione di sostegno al nostro sistema immunitario. L’input mi era arrivato nel 2011 studiando una pubblicazione dell’Università di Harvard dal titolo “La verità sul tuo sistema immunitario” che proponeva per la prima volta la regola dello “zero-cinque-trenta”: zero sigarette, cinque porzioni di vegetali e trenta minuti di esercizio fisico al giorno. Applicando questo schema ai miei pazienti, l’esperienza mi ha portato a consigliare sempre più frequentemente piccoli spuntini di frutta, anche secca e piccoli snack vegetali lontano dai pasti, tra colazione e pranzo e tra pranzo e cena, e tante verdure crude e cotte ai pasti principali. Ecco che nasce il “sette volte al giorno”, la “dieta di Pollicino”, come è stata poi ribattezzata, per modulare l’apporto, poco e spesso, di sostanze indispensabili all’organismo. Da qui, giocando sul prefisso telefonico di Ascoli Piceno i minuti di esercizio fisico quotidiano diventano trentasei e ribadendo in maniera rigorosa le zero sigarette ecco che nasce “Zero, sette, trentasei”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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