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Via Piemonte, arriva la nuova scala per scendere sul letto dell’Albula. Ma lo scivolo non c’è. Primavera: “L’amministrazione progetta come negli anni Sessanta”

La sottolineatura dell'ex consigliere comunale dopo il post del vicesindaco Tonino Capriotti
Pubblicato il 2 Ottobre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Una foto per sottolineare il lavoro dell’amministrazione comunale si trasforma in un boomerang rispedito al mittente da Daniele Primavera. Al centro della vicenda c’è la scala che è stata riposizionata all’altezza del ponte sull’Albula di via Piemonte. La struttura, negli ultimi mesi, è stata oggetto di un lavoro di messa in sicurezza che ha portato anche alla rimozione della vecchia scala e al riposizionamento di un nuovo passaggio utilizzato per scendere e raggiungere il lungomare bypassando così l’ostacolo della linea ferroviaria.

Una scala nuova di zecca promozionata sui social dal vicesindaco Tonino Capriotti che ha postato foto e didascalia su Facebook. Il “ma” ce lo mette, grande comuna casa, l’ex consigliere comunale Daniele Primavera che prende quell’immagine e sottolinea come il passaggio dal vecchio al nuovo non abbia previsto che, in questi anni, le esigenze siano cambiate e che anche chi ha difficoltà a fare la scale deve avere il diritto di spostarsi da una parte all’altra dell’Albula come tutti gli altri. In buona sostanza la scala c’è, lo scivolo no.

“Da molto prima che nascessi, almeno sessant’anni, i sambenedettesi del centro e di Viale De Gasperi utilizzano, per accedere al mare, il letto del torrente Albula. In questo modo superano agevolmente la “barriera” della ferrovia, che in quel tratto non ha altri passaggi pedonali, e raggiungono così le pinete, il molo sud, la spiaggia libera, i recenti attrezzi ginnici e le prime concessioni balneari. Da decenni quel passaggio non viene toccato. Oggi l’amministrazione si vanta di averlo rinnovato. Peccato che, a quanto ci dice il vicesindaco con tanto di foto, nel 2023 non abbia minimamente tenuto conto dei diversamente abili o dei passeggini o di chi fatica a fare le scale. L’amministrazione progetta ancora come fossero gli anni 60, noncurante di quell’accessibilità che dovrebbe essere un requisito imprescindibile di ogni intervento. Per altri decenni ci terremo un passaggio scomodo, stretto, ripido e non agibile per tanti cittadini. C’è ben poco di cui vantarsi se le cose stanno così e se questa è la cultura civica dei nostri amministratori”.

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