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Verso il primo anno da sindaco. Antonio Spazzafumo a 360 gradi: “Movida? Bene l’ordinanza. Abbiamo preso scelte coraggiose”

Il primo cittadino su sanità, Ballarin e edifici pubblici: "Nessun immobile pubblico è più in vendita"

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Tra poche settimane l’amministrazione Spazzafumo arriva al primo giro di boa e dopo quasi un anno di Governo il sindaco tira le prime somme delle attività svolte nel suo ruolo di amministratore neofita della città di San Benedetto. Mesi trascorsi a prendere le misure ad una situazione ereditata da una squadra composta in parte da persone già pratiche della macchina comunale ma anche da “nuovi arrivi” che hanno dovuto acquisire esperienza e dimestichezza con le dinamiche del palazzo di viale De Gasperi.

Siamo a quasi un anno di mandato, ma anche alla fine dell’estate. E non possiamo che partire dal discorso “movida molesta” e sicurezza. Com’è andata?
“Credo non male. Innanzitutto, per quanto riguarda la parte istituzionale, devo sottolineare il fatto che sono stati migliorati i rapporti tra il comune e tutti gli organi di sicurezza come Prefettura e Questura. Si è creato un costante collegamento che qui dentro mancava. Le ordinanze che sono state pubblicate sono piaciute anche fuori da questo territorio. In alcune occasioni ufficiali ho avuto modo di parlare con i Prefetti di Roma e Ancona, tanto per fare un paio di esempi, che hanno riconosciuto il coraggio messo in campo nell’affrontare un argomento che non vuole affrontare mai nessuno: quello della chiusura dei locali e sappiamo benissimo che certi tasti la politica non li tocca mai perché ha paura di creare malcontento. Prima di imporre certi limiti, però, ho dialogato con gli stessi operatori attraverso una serie di incontri con loro e con le associazioni di categoria. Alla fine non si è lamentato nessuno e le cose mi sembra che siano andate bene”.

In primavera, prima che la stagione entrasse nel vivo, si è parlato molto delle occupazioni di suolo pubblico. Nel corso dell’estate sono stati fatti numerosi controlli, come è andata sotto quel punto di vista?
“Non bene, purtroppo. Noi abbiamo cercato di far capire alle attività di mettersi in regola in maniera autonoma seguendo le indicazioni del Comune. Noi eravamo stati chiari nel dire che andavano presentati progetti e documentazioni con tutte le misure e i dati relativi alle occupazioni. Però quando poi siamo andati a controllare abbiamo visto in alcuni casi situazioni non a norma. Non tutti si erano messi in regola e per loro arriveranno delle sanzioni”.

In tutto ciò è arrivata la “batosta” sui concessionari di spiaggia con la vicenda degli ombrelloni irregolari…
“Se ci sono persone che hanno abusato delle spiagge la colpa non è né del Comune né della Capitaneria di Porto. Se hanno messo gli ombrelloni in un arenile dove gli ombrelloni non potevano essere messi, le responsabilità dei disagi subite dai turisti sono loro senza cercare altre responsabilità. La Capitaneria ha fatto i controlli che deve fare e non c’era possibilità di movimento a causa del piano di spiaggia”.

Al centro di tutta questa vicenda c’è in effetti anche il Piano di Spiaggia. In questo momento esclude qualsiasi possibilità di adeguamento della situazione degli ombrelloni. Cosa pensa di fare?
“Per modificare il Piano ci vuole più di un anno quindi è impensabile averne uno nuovo in vista della prossima estate. Così, mentre lavoreremo al nuovo Piano attueremo delle variazioni a quello attuale come ad esempio quella di concedere, dietro una rivisitazione dei canoni, la possibilità di aggiungere gli spazi per gli ombrelloni, ovviamente laddove esistano i requisiti. Ci sono spazi di spiaggia che rispetto a dieci anni sono aumentati e dove dunque è possibile allargare lo spazio per gli ombrelloni. Ovviamente lasciando sempre gli spazi per il passeggio per i bagnanti”.

Tra movida e spiaggia abbiamo parlato degli “imprevisti” dell’estate. Ma qual è il bilancio su come questa stagione turistica è stata organizzata?
“Abbiamo vissuto due-tre mesi di eventi continui. C’erano serate che hanno visto quattro eventi contemporaneamente nelle varie location della città, tra il centro, il lungomare e Porto d’Ascoli e tutti per ogni fascia d’età, dai bambini, alle famiglie, ai giovani e così via”.

La città però continua a dover rinunciare ad uno spazio importante come la Bambinopoli…
“Stiamo cercando di recuperarla attraverso una dialogo tra amministrazione comunale e vecchia gestione e non è facile. Siamo sulla buona strada perché sembra che si sia ormai giunti ad un accordo con il vecchio gestore che è stato lì fino al 2019. Siamo arrivati ad un punto di incontro, ovviamente dovremo attendere le perizie ma credo che ci siamo e, salvo colpi di scena, entro giugno sarà di nuovo tutto operativo”.

Lei parla spesso di decoro, di vivibilità e di tutela dell’immagine della città. Lo ha fatto in campagna elettorale e ha continuato a farlo anche una volta eletto. Qual è il bilancio di questo primo anno in tal senso?
“Parto dai 520 mila euro che siamo riusciti ad ottenere dalla Regione per il restauro di tutte le balaustre del centro e delle pinetine di viale Buozzi e via Pasqualetti poi saremo pronti a parlare della pavimentazione del centro che non è assolutamente lontano. Ci sono poi tutte le iniziative sulla tutela del verde. Ma stiamo cercando anche soldi per gli asfalti perché sta uscendo un bando regionale per la sicurezza stradale. Si tratta di iniziative che il Comune non ha mai intrapreso prima. In questo credo sia molto importante il rapporto tra il Comune e la Regione. Vado molto spesso ad Ancona, e i buoni rapporti con gli assessori Guido Castelli, Giorgia Latini e il consigliere Andrea Assenti hanno consentito di portare a casa risorse ed eventi”.

Parliamo di edifici pubblici. Negli anni scorsi si sono susseguite polemiche politiche di rilievo sulle alienazioni. Cito l’ex asilo di via Petrarca quando era sindaco Gaspari o l’ex scuola Curzi messa in vendita dalla stessa amministrazione e poi ceduta durante il mandato Piunti. Qual è la politica dell’amministrazione Spazzafumo?
“Abbiamo tolto dalla vendita tutti gli immobili che le precedenti amministrazioni avevano deciso di alienare. Arriveranno dei fondi per restaurarli e metterli a disposizione del sociale, cosa che per esempio, accadrà nella casa di via Saffi e l’ex Liceo di via Leopardi. Ma abbiamo anche preso dei fondi per gli asili nido e presentato altri progetti per l’efficientamento energetico e il restauro delle scuole che stanno in città”.

E per quanto riguarda il Ballarin?
“In questo momento c’è l’architetto Canali al lavoro sul progetto e, per quanto riguarda il Comune, a gestire la situazione c’è il consigliere Micozzi al quale chiedo aggiornamenti. Ma fondamentalmente siamo ora in attesa delle indicazioni che darà il progettista”.

Un aspetto spinoso è quello del nuovo ospedale…
“Abbiamo individuato altri due terreni e questa volta abbiamo fatto un controllo preliminare ed è venuto fuori che si tratta di due situazioni che la Regione stessa ha reputato ottimali. Uno si trova a Porto d’Ascoli e uno in zona Ragnola ed entrambi sono adatti a quel progetto. Noi abbiamo fornito i dati e ora ad Ancona stanno valutando la situazione, anche dal punto di vista della viabilità, e ci daranno un responso nella speranza che le imminenti elezioni non rallentino questa operazione. Ma reputo importantissimo l’investimento che l’Asur ha deciso di fare in Riviera mettendo in campo sei milioni di euro per l’ospedale di comunità che verrà realizzato di fronte all’Istituto Capriotti”.

In definitiva qual è il bilancio personale di Antonio Spazzafumo dopo questo primo anno?
“Si è lavorato tanto. Un mese dopo il mio insediamento c’è stato il trasferimento della segretaria generale. Fino a marzo ho lavorato senza segreteria generale e senza capo di gabinetto e con la necessità di entrare in quello che era diventato il mio ruolo. Ho capito che non basta sedersi sulla sedia dell’ufficio del sindaco per amministrare una città. Devi cominciare a capire quello che il sindaco può e non può fare, come può gestire la macchina amministrativa e nel frattempo è anche necessario conoscere la struttura fino ad arrivare alla revisione dell’organico e delle aree di lavoro. Non è stata una passeggiata e continuerà a non esserlo”.

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