mercoledì 26 Gennaio 2022 – Aggiornato alle 12:13

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Il caso

Tensione nel Pd, il segretario di Porto d’Ascoli: “Sconcertato per la procedura di espulsione”

Paolini: "Mi appello alla Commissione di garanzia, nella speranza che le sue scelte saranno meno assurde di quelle di una dirigenza che farebbe meglio a cedere il passo"
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO
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Stupore e disorientamento. La lettera di espulsione giunta ad Alessandro Marini, Sabrina Gregori, Catia Nucci, Fabrizio Oddi ed Ermanno Consorti scuote il Pd, con il segretario del circolo di Porto d’Ascoli Alvaro Paolini che stigmatizza apertamente il comportamento della direzione del partito. Non posso che fare mio quel sentimento di sconcerto che tanti iscritti stamattina mi hanno espresso nell’apprendere dell’avvio della procedura di espulsione intentata dal Pd sambenedettese nei confronti di alcuni nostri compagni. Una mossa assolutamente non condivisa e insensata, che dimostra- come se ve ne fosse ancora bisogno- che la cosiddetta “dirigenza” locale e provinciale anziché mettersi in discussione dopo una sconfitta drammatica e tentare di aprire una nuova fase per il bene dell’intera comunità democratica, ha deciso di arroccarsi”.

Paolini fa quindi un’analisi del voto e invoca piuttosto un processo di autocritica: “Dopo essere stati bocciati sonoramente dai cittadini sambenedettesi che hanno punito il nostro partito e le sue miopi scelte, anziché aprire una nuova fase di discussione con tutte le anime si preferisce insistere su una guerra assurda che ha lasciato nel nostro campo solo vinti e nessun vincitore. Mi appello alla Commissione di garanzia, nella speranza che le sue scelte saranno meno assurde di quelle di una dirigenza che farebbe meglio a cedere il passo”.

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