sabato 19 Giugno 2021 – Aggiornato alle 02:30
19 Giugno 2021

Spiagge libere affidate agli chalet, Canducci: “Proposta di Piunti allucinante, siamo all’ante-guerra”

Il candidato sindaco: "Si va a penalizzare chi non ha la fortuna di avere un'area vicina. La spiaggia libera è una risorsa di tutti"
canducci
di Massimo Falcioni
10 Maggio 2021

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canducci

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La possibilità degli stabilimenti balneari di ‘occupare’ le spiagge libere adiacenti a patto che si occupino della gestione diventa tema di campagna elettorale, con annesse polemiche. Oltre al Pd, ad insorgere è anche Paolo Canducci che parla apertamente di “proposta allucinante”. Per il candidato sindaco di Verdi-Rinasci Marche l’idea poggia oltretutto su una oggettiva disparità di trattamento. “Si va a penalizzare chi non ha la fortuna di avere una spiaggia libera vicina. Siamo all’ante-guerra, la spiaggia libera è una risorsa di tutti. Il Comune non può arrendersi e privatizzare solo perché non ha risorse per pulire le aree”.

L’ex assessore allarga quindi il campo: “Per il futuro del turismo si deve investire su digitalizzazione e qualità delle strutture. Oggi si contano soprattutto le teste, presenze e arrivi. Spero che in futuro si possano analizzare anche i comportamenti e gradimenti dei turisti e i loro profili di spesa, in modo da adattare la nostra offerta. C’è bisogno della riforma della valutazione ‘a stelle’ degli alberghi. Oggi non corrisponde più ai bisogni dei vacanzieri, che hanno un impatto con le strutture che è diverso dalle aspettative”.

Immancabile un accenno alla questione della destagionalizzazione: “A San Benedetto ci domandiamo sempre come allungare la stagione. Se le stagioni sono fortunate meteorologicamente va bene, sennò i conti non tornano. Dobbiamo ragionare su come allungare le stagioni, penso che un modo sia quello di investire su una svolta green nell’offerta turistica e negli interventi sulla città per migliorare la qualità della vita. Siamo conosciuti come la riviera delle palme. Siamo una città bellissima, ma questo non basta più. Questo nome va attualizzato, la riviera potrebbe diventare una eccellenza ecosostenibile, con investimenti sull’azzeramento della plastica, sul carsharing e bikesharing, sul coinvolgimento di ristoranti e alberghi sulla tracciabilità di prodotti, sull’investimento su menu biologici e vegetariani”.

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