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Scissione Cinque Stelle, l’amarezza di Fede: “Motivazioni di Di Maio non veritiere. Ora siamo più piccoli, ma andiamo avanti”

Il senatore: "La forza del Movimento era dentro il proprio corpus collettivo. Le individualità sono state del tutto marginali rispetto ai consensi raccolti"
Pubblicato il 22 Giugno 2022

“Le cause della rottura raccontate in conferenza stampa sono state a mio giudizio fasulle e non veritiere”. Giorgio Fede torna sul divorzio tra Luigi Di Maio e i Cinque Stelle, che ha portato alla clamorosa scissione all’interno del Movimento.

“Come mio carattere non commento le scelte degli altri ma parlo delle nostre, rispetto le scelte di tutti, io sono e resto dove sono sempre stato, sono con il Movimento che mi ha dato un ruolo che continuo ad assolvere, sono con il mio Presidente Giuseppe Conte, eletto con il 94% dei voti dei nostri iscritti, sono nel percorso di riorganizzazione perché non c’è mai stato come ora, è appena ripartito e dobbiamo portarlo avanti con ancora più forza”.

Il parlamentare sambenedettese resta convinto che la forza dei Cinque Stelle stia nel brand: “Né Di Maio, nemmeno Di Battista, né Fico né alcun altro possono intestarsi doti elettorali. La forza del Movimento era dentro il proprio corpus collettivo. Le individualità sono state del tutto marginali rispetto ai consensi raccolti. Non importa se oggi siamo più piccoli, siamo sempre e comunque un Movimento. I partiti mono-personali lasciamoli ad altri e andiamo avanti”.

Fede non cela tuttavia il rammarico: “Abbiamo perso tantissimi parlamentari e importanti pezzi della nostra storia. Si conclude un ciclo di polemiche che era già partito dai giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica. Secondo me resta chi ha mantenuto gli impegni, chi è stato sempre affidabile, chi ha sempre restituito. Resta chi i dubbi li ha avuti ma li ha gestiti, chi li ha risolti o li analizza con l’intento di trovare la migliore soluzione possibile e di non anteporre mai l’interesse personale al bene collettivo o al danno minore possibile. Perché diciamocelo pure, di difficoltà ne abbiamo dovute gestire in un numero inimmaginabile e non sono certamente finite. Si chiarisce credo anche l’ansia del secondo mandato per molti, valutiamo il merito per eventuali eccezioni, ma anche questo lo decideremo in rete. Valutiamo competenza ed affidabilità, per evitare di essere mandati fuori strada da valutazioni di parte o di interesse. Intendiamoci, non saremo mai infallibili, non è umano, ma meglio fare pulizia prima che sia troppo tardi”.

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