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Sanità, l’allarme dei medici: “Carriere paralizzate, tanti dottori sono pronti ad andarsene dall’ospedale”

Il sindacato Cimo: "Dall'azienda sanitaria territoriale in atto un comportamento inaccettabile e discriminatorio"
Pubblicato il 20 Marzo 2023

L’affidamento degli incarichi dirigenziali, con il relativo riconoscimento economico, è un obbligo per le aziende ed è uno degli strumenti più semplici per incentivare i dipendenti a rimanere all’interno del Servizio sanitario nazionale. Ma, a quanto afferma il segretario regionale del Cimo (il sindacato dei medici) Andrea Piccinini “così non sembra in AST 5, dove si attendono anni prima di vedere riconosciuti i propri diritti, con il risultato che molti Medici traditi, stanchi, delusi si dichiarano pronti a licenziarsi dall’Ospedale”.

Ad oggi sono 25 gli incarichi che attendono di essere attribuiti ai medici, riconoscendo loro “il giusto diritto ad una progressione di carriera professionale ed economica. Per non parlare dei medici neo-assunti, che non hanno ottenuto un incarico dopo i primi 5 anni, con conseguente danno professionale ed economico. Le motivazioni di tale inerzia sono sempre le stesse da anni e così, “nelle more della definizione dei nuovi assetti organizzativi”, l’amministrazione dell’AST 5, continua a non procedere. La cosa più grave però è che la storia non è uguale per tutti, spesso su pressioni di varia natura (spesso politiche), ci si affretta a mettere in atto tutte le procedure amministrative idonee al conferimento di quell’incarico, mentre tutti gli altri restano al palo”.

“Questo dell’AST 5 è un comportamento inaccettabile, discriminatorio, che peggiorerà il già pessimo clima organizzativo in cui vivono i medici. Mentre per qualcuno si trova la strada, gli altri sono costretti ad attendere prima di ottenere il giusto riconoscimento ad una progressione di carriera – commenta Piccinini – si tratta di  attuare procedure obbligatorie per tutti e non solo per alcuni di quei dirigenti medici  in attesa del conferimento dell’incarico. Su Tale problematica abbiamo indetto una assemblea dei lavoratori per il 21  marzo  presso l’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto, che sarà presto replicata ad Ascoli Piceno, a cui parteciperà il Presidente Regionale CIMO –FESMED  Dr. Luciano Moretti in cui chiederemo che vengano subito conferiti “tutti” gli incarichi  scaduti e chiediamo un incontro urgente con la Direzione di AST 5.  Siamo pronti a mobilitare la categoria e ad inoltrare decine di ricorsi giudiziari al Tribunale del lavoro per la tutela dei medici”. 

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