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Sanità, 160mila persone si rivolgono al Madonna del Soccorso. De Vecchis: “Deve essere di primo livello”

In commissione la maggioranza ha invitato a non fare campanilismo: "Non c'entra nulla, i numeri parlano chiaro. Non mettiamo le mani avanti per favorire Ascoli"
Pubblicato il 12 Maggio 2017





SAN BENEDETTO DEL TRONTO – C’è una parola che, durante la commissione sanità di ieri, è stata ripetuta troppe volte secondo Giorgio De Vecchis. Ed è “campanilismo”. L’argomento è quello dell’ospedale sambenedettese per la cui tutela il consigliere comunale di “Ripartiamo da Zero” è schierato da tempo in prima linea. Durante la riunione di ieri, seguita al consiglio comunale aperto di inizio aprile, parlando delle differenze tra gli ospedali di Ascoli e San Benedetto a più riprese gli esponenti della maggioranza hanno esortato tutti a lasciare da parte il campanilismo nell’affrontare la questione. Un’esortazione che ha messo in allarme De Vecchis. “Stiamo parlando di argomenti serissimi, cosa c’entra il campanilismo? Mi auguro che non sia un modo per mettere le mani avanti perché qui nessuno chiede di fare qualcosa in Riviera a discapito di qualche altro centro. Quello che un sindaco dovrebbe chiedere è semplicemente l’applicazione delle regole”.

Regole contenute nel decreto Balduzzi che De Vecchis cita numeri alla mano: “Il bacino di utenza di San Benedetto è di quasi 160mila utenti, ragionando tra l’altro per difetto. E la legge afferma che di fronte ad un’utenza del genere è necessario avere un ospedale di primo livello”. Il decreto Balduzzi posiziona infatti nel numero di 150 mila utenti la soglia per la presenza di una struttura ospedaliera sede di un Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione di I livello che esegue tutti gli interventi previsti per l’ospedale con una sede di Pronto Soccorso per una struttura in grado di svolgere funzioni di accettazione in emergenza urgenza per patologie di maggiore complessità, di osservazione breve intensiva e di medicina di urgenza.

Discorso diverso, invece, proprio per il capoluogo dove in teoria andrebbe semplicemente mantenuta la struttura già presente. “Il bacino di utenza dell’ospedale di Ascoli non arriva a novantamila persone – afferma il consigliere -, e questo lo dicono i numeri non lo spirito campanilistico che con questioni così importanti non ha nulla a che fare”. Il calcolo di De Vecchis è basato su una divisione matematica del territorio tarata sulla distanza che esiste tra il “Mazzoni” di Ascoli e il “Madonna del Soccorso” di San Benedetto.

“Le due strutture distano 32 chilometri l’una dall’altra – afferma – dunque è stato preso in considerazione il bacino di utenza del raggio di sedici chilometri, mettendo al centro Ascoli da un lato e San Benedetto dall’altro”. La somma degli abitanti rende un quadro della situazione chiaro: “Quello del Mazzoni parla di 84mila persone e quello di San Benedetto, invece, di 148mila utenti”. Il numero degli utenti rivieraschi, che provengono da un bacino che comprende anche alcuni centri del vicino Abruzzo deve essere aumentato della popolazione turistica. “E’ stimata in circa tre milioni e mezzo – prosegue il consigliere – per un’utenza che, spalmata nell’arco dei dodici mesi dell’anno, restituisce almeno altri 10mila fruitori dei servizi dell’ospedale cittadino”. La somma restituisce il numero di quasi 160 mila.

Un numero che tra l’altro è arrotondato per difetto, sia nel caso di Ascoli che in quello di San Benedetto dal momento che il calcolo di De Vecchis è basato su una rilevazione geometrica del territorio e non attraverso le linee isocrone, vale a dire con il tracciato che restitiusce l’effettiva composizione del tracciato urbano, e quindi le località effettivamente abitate, lungo i territori di competenza dei due ospedali. Insomma il consigliere cita numeri e regole ed è per questo che non vuol sentir parlare di campanilismo. “La mia paura – spiega – è che con ‘ospedale unico’ si sia ormai deciso di parlare del Mazzoni di Ascoli e che quegli inviti fatti in commissione non equivalgano ad una sorta di benedizione a tutto questo”.



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