martedì 6 Dicembre 2022
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Riqualificazione Ballarin, Gabrielli: “C’è poco tempo. La curva Sud non deve essere un tabù, nessun limite a chi deve progettare”

L'assessore: "Il 7 giugno 1981 ero lì, se chiudo gli occhi rivivo tutto, certe immagini mi sono rimaste impresse. Ci deve essere il ricordo di quella tragedia"
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“I tempi stringono”. Lo afferma l’assessore all’urbanistica Bruno Gabrielli riferendosi al futuro dell’area Ballarin. “Dobbiamo arrivare ad un progetto definitivo, quello esecutivo va presentato entro il settembre del 2023”.

In tal senso, non ci sarà alcun concorso di progettazione, che prevedrebbe un iter troppo lungo ed articolato. L’obiettivo, pertanto, resta quello di sfruttare al meglio i 2,4 milioni di euro giunti grazie al Pnrr, ai quali si aggiunge la donazione della Fondazione Carisap.

Come spiegò il vicesindaco Tonino Capriotti, l’unico vincolo riguarderà la rigenerazione urbana, con l’elaborato promosso dal Comitato di Fabrizio Marcozzi che rientra tra le opportunità da prendere in considerazione.

“Quello del Comitato non è un progetto, ma un’idea progettuale che la nostra amministrazione ha portato avanti”, spiega Gabrielli. Il progetto ‘La porta della città’ è caratterizzato dalla modifica dell’assetto viario, con le due corsie che verrebbero spostate ad ovest. L’esatto opposto rispetto alle valutazioni della precedente giunta Piunti decisa a dirottare il passaggio di auto e mezzi verso mare. “Occorre valutare la scelta migliore per quella che è la porta d’ingresso della città, oltre ad un punto importante di collegamento tra San Benedetto e Grottammare”

Decisivo pure il discorso della curva sud, con l’assessore che prova a fare luce sulla questione: “Non mettiamo limiti a chi deve progettare, questo discorso non deve essere un tabù. L’ho sempre detto e lo ribadisco: il 7 giugno 1981 ero allo stadio e vidi con lo sguardo di un undicenne quelle scene. Se chiudo gli occhi rivivo tutto, certe immagini mi sono rimaste impresse, e vale per tutti i sambenedettesi. Al Ballarin ci deve essere il ricordo di quella tragedia. Non solo una foto o un monumento. ci deve essere qualcosa di importante che dia valore a quell’episodio. Non c’è nessuno che sia contrario alla valorizzazione di quel posto”.

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