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Provincia, il Pd non trova la quadra. Gaspari azzanna Curzi e propone la Morganti

Nessun accordo in vista del rinnovo del consiglio provinciale. All'Unione Comunale l'ex sindaco boccia la candidatura del consigliere di ReP
Pubblicato il 15 Dicembre 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mani libere, per ora. Il Pd non trova l’accordo sui nomi da sponsorizzare in vista del rinnovo del consiglio provinciale dell’8 gennaio e conferma ancora una volta l’esistenza di diverse correnti all’interno del partito.

C’è tempo fino a domenica per comporre le liste, che saranno probabilmente tre. A questo punto è ipotizzabile un ultimo confronto tra i quattro consiglieri comunali sambenedettesi per sposare una linea condivisa.

Il singolo voto di ogni consigliere varrà 603 punti. Un bottino considerevole da valorizzare, tuttavia c’è il serio rischio che ciascun esponente dell’assise si muova per conto suo. Eventualità questa che avvantaggerebbe il centrodestra, se solo non vi fosse l’identico caos pure dall’altra parte della barricata.

Durante l’Unione Comunale di mercoledì sera il tema delle provinciali è stato appena accennato. Ma chi ha deciso di metterci la faccia non le ha di certo mandate a dire. E’ il caso dell’ex sindaco Giovanni Gaspari, in prima linea nel respingere l’idea di un sostegno a Marco Curzi.

Tra i due non corre buon sangue. Dopo lo strappo dell’aprile 2013, quando il primo cittadino rimosse l’allora assessore allo Sport, le frecciate sono state continue e insistenti, soprattutto da parte del consigliere di Rinnovamento e Progresso, che nella notte della vittoria alle primarie di Paolo Perazzoli indossò addirittura una t-shirt dal messaggio inequivocabile: “Game Over, mo arevanne”.

Il senso delle parole di Gaspari è stato chiaro: il Pd scelga un tesserato del Pd. Magari una donna. Ed ecco spuntare il nome di Maria Rita Morganti, che più che mettere i bastoni tra le ruote a Curzi penalizza un altro pretendente alla carica di consigliere provinciale: il renziano Tonino Capriotti.

Intanto è mistero attorno alla data del prossimo congresso comunale. Inizialmente il commissario Antimo Di Francesco aveva dichiarato di non voler oltrepassare il limite del 24 gennaio, mentre ora si parla del 29 o di metà febbraio. I nodi dovrebbero sciogliersi dopo la direzione nazionale del 18 dicembre, che potrebbe dare l’ok ad un election day che inglobi il rinnovo di tutte le cariche.

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