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Pronto soccorso, la denuncia: “Nel turno notturno in servizio un solo medico strutturato”

Paolo Canducci e Aurora Bottiglieri segnalano la situazione alla luce dell'avvio dell'operazione del trasferimento dei posti letto dalla medicina di urgenza. "Con riduzione di 5 posti"
Pubblicato il 2 Febbraio 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. “Al pronto soccorso, nel turno notturno, opererà solo un medico strutturato”. Lo affermano i consiglieri comunali Aurora Bottiglieri e Paolo Canducci. Lo fanno alla luce dell’avvio dell’operazione del trasferimento dei posti letto dalla medicina di urgenza presso i locali del Pronto Soccorso. “Con riduzione di 5 posti” sottolineano.

“E’ ufficiale – affermano – che i medici che  fornivano la loro prestazione professionale presso la MURG pagati con fondi governativi (prestazioni aggiuntive)  senza  quindi  impegno di spesa da parte dell’AST, non saranno più chiamati a  prestare la loro prestazione professionale”.

Pertanto  al Pronto soccorso  nel turno notturno opererà  un solo medico strutturato” affermano. “Sarà impegnato,  oltre che presso  la medicina di urgenza dove sono ricoverati i pazienti che necessitano di un assistenza più impegnativa, anche  con i pazienti in arrivo al Pronto Soccorso”.

I dati

Canducci e Bottiglieri riportano le informazioni fornite dalla stessa direttrice dell’Ast, Nicoletta Natalini. “La direttrice ha detto che gli accessi al nostro Pronto Soccorso sono  circa 90 al giorno – spiegano i due consiglieri – con punte più alte nei periodi estivi. A seguito di queste scelte, a nostro avviso gravi e ingiustificate, negli orari notturni sarà presente solo un medico strutturato e un medico delle cooperative, che come sappiamo non sempre è specializzato  in medicina di urgenza. Per cui  di routine si occupa dei codici di minor gravità (verdi e bianchi)”.

Sempre durante la conferenza stampa del 17 gennaio dalla direttrice dell’AST 5 è stata ventilata l’ipotesi  che i medici delle cooperative potrebbero interessarsi anche dei codici gialli, codici che dovrebbero di norma essere presi in carico solo dai medici specialisti in medicina d’urgenza. “Tutto questo ci preoccupa per il probabile aumento del  rischio clinico, già segnalato dagli stessi medici del pronto soccorso, con una mail inviata alla direzione generale dell’AST 5. E’ evidente che con la presenza di un solo medico i tempi  attesa si allungheranno e non solo per codici minori ma  anche  per i codici più impegnativi, gialli e rossi, che dovrebbero invece  essere presi in carico in tempi  brevissimi”.

Il fast track

pronto soccorso san benedetto

“Interessante sarebbe conoscere i dati di afflusso del  fast track geriatrico (codici argento) avviato in via sperimentale da un paio di settimane. Quanti over 75 hanno usufruito di questo percorso,  che è comunque operativo  solo  dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 17.00? Visto il perdurare delle lunghe attese al Pronto soccorso ci viene il sospetto che i numeri siano di scarsa rilevanza. Attendiamo con trepidazione i dati ufficiali”.

I due consiglieri nutrono dubbi anche sul possibile risparmio economico conseguente a queste scelte. “Presso l’ AST di  Fermo, che  ha  una situazione  analoga  alla nostra per quanto riguarda la carenza di personale compensata dall’ utilizzo  delle cooperative, il risparmio  sulla spesa del personale a parità di prestazioni non c’è  stato. Anzi si è speso di più. L’unica differenza sta nel fatto che per pagare le cooperative  si utilizzano fondi di altri capitoli di spesa. Come quelli relativi all’acquisto di beni e servizi e non il capitolo di spesa del personale”.

“Le brutte notizie purtroppo non finiscono qui. Recentemente 3 tecnici radiologici,  per scelte personali, e un altro per pensionamento, hanno rinunciato ai loro incarichi a tempo indeterminato. E’ importante sapere in tempi brevi se la direzione ha intenzione di sostituirli. In questi  giorni è stata pubblicata una indagine dell’Anaoo Assomed ( sindacato dei medici ospedalieri). In quell’indagine viene segnalato che il  sovraccarico di  lavoro per i medici ospedalieri è peggiorato notevolmente negli ultimi 10 anni. E questo favorisce la fuga dal pubblico al privato; non vorremmo che a seguito delle scelte operate dalla direzione accada la stessa cosa presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di San Benedetto”.

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