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Piscina, Liberi e Uguali: “Privatizzato un bene pubblico. In consiglio toccato punto più basso”

Il raggruppamento di sinistra commenta l'approvazione del project: "Un accorto che grida letteralmente vendetta"
Pubblicato il 27 Dicembre 2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Uno dei punti più bassi della storia di San Benedetto”. Così Liberi e Uguali definisce il consiglio comunale di sabato scorso, che ha dato l’ok al project financing della piscina comunale.

Un atto che per la formazione che raggruppa Articolo Uno, Sinistra Italiana e Possibile “segna la privatizzazione di un bene pubblico, senza che vi sia alcuna convenienza per la collettività”.

“Al Comune resta un esborso annuo di 36 mila euro per 30 anni, da aumentare anno per anno, e gli stipendi annuali dei dipendenti della piscina, per 180 mila euro l’anno. Piunti e Assenti e i loro devoti si sono impegnati – non con le loro tasche ma con quelle dei cittadini – a garantire al privato un risultato economico sicuro. Un investimento senza rischio d’impresa: è incredibile come Piunti e Assenti abbiano potuto far accettare tutto questo e imporlo a 50 mila sambenedettesi”.

Liberi e Uguali cita quindi la clausola del contratto di convenzione, che si esprime nel caso in cui i ricavi commerciali previsti dai servizi erogati dal centro sportivo scendessero sotto il 3% del piano economico: “In quel caso sarebbe l’ente a dover garantire la somma persa e lo stesso per gli oneri finanziari (quindi se aumentassero i tassi di interesse sarebbe colpa del Comune di San Benedetto), i costi di costruzione (se aumentano dell’1% paga Pantalone) e i costi di gestione (aumento massimo del 3%, al resto pensano Piunti e Assenti?)”.

Concludono i membri del movimento di sinistra: “Un accordo che grida letteralmente vendetta. Ma la pochezza del duo Piunti-Assenti si capisce dalla differenza tra la loro analisi e quella della ditta proponente. Uno striminzito foglietto quello di Piunti, con correzioni a matita; un dettagliato piano economico quello dei proponenti. Ma da un sindaco che non riesce a gestire un gruppo come quello di Forza Italia, con quattro consiglieri comunali che hanno votato in tre modi diversi (contrario Gabrielli, astenuto Pignotti, favorevoli Muzi e Di Girolami) forse non si può chiedere di più. E noi cittadini pagheremo?”

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