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Piscina, è processo all’amministrazione. Assenti alle società: “Impianto cade a pezzi”

Commissione rovente. Cogese: "Project ci taglia le gambe". Il vicesindaco: "Vi diamo garanzie, ma non potete dire 'tutto o niente'". Gli uffici rispondono a De Vecchis
Pubblicato il 22 Settembre 2017




SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Urla, accuse e ripetuti momenti di tensione. Il project della piscina comunale fa litigare l’amministrazione comunale e le società di nuoto, con queste ultime supportate in blocco dai consiglieri d’opposizione.

Andrea Assenti si sente sotto assedio e non fa nulla per nasconderlo: “Sembra il tribunale della Santa Inquisizione”. Il ‘processo’ dura quasi due ore e, alla fine, anche i nervi del vicesindaco saltano: “Voi state lavorando dentro a una struttura che cade a pezzi; quella piscina è decadente. Fin dal primo giorno ci siamo messi a ragionare sulla riapertura della vasca esterna, ma non abbiamo mai chiuso le porte a proposte di consolidamento da parte di privati. Quell’impianto per noi è un bene pubblico, questa proposta non guarda solo alla ristrutturazione della vasca esterna, ragiona pure sul miglioramento di quello che già c’è. E’ un project assolutamente ricevibile”.

COGESE: “QUESTO PROJECT CI TAGLIA LE GAMBE” A parlare a nome di tutti i nuotatori ci pensa Fabio Eleuteri, presidente della Cogese: “Questo project ci taglia le gambe, abbiamo saputo dalla stampa che il discorso andava avanti, auspicavamo di essere avvisati dal sindaco”. I timori degli operatori riguardano la gestione degli spazi acqua: “Perché un privato dovrebbe fare qualcosa che noi facciamo benissimo da trent’anni? Con le scuole di nuoto non ci si arricchisce, non è un servizio redditizio. Forse qualcuno pensa che si facciano milioni di utili”.

SCONTRO SUGLI SPAZI D’ACQUA Assenti ha ribattuto precisando che il Comune ha posto puntuali condizioni ai privati, con due corsie riservate al nuoto libero e le restanti sei – il 75% del totale – che il concessionario avrebbe l’obbligo di gestire assieme alle realtà sportive esistenti. Con un’ulteriore indicazione: le società in questione devono assicurare un’attività sul campo di almeno due anni e una quota di iscritti non inferiore alle 400 unità.

“NON POTETE DIRE TUTTO O NIENTE “Noi le garanzie ve le diamo – continua l’assessore ai lavori pubblici – se non avessi considerazione di voi, oggi non stareste qui. Ma non potete permettervi di dire ‘o tutte le vasche o niente’. Dovete mettervi nella condizione di rinunciare a qualcosa. Se dite ‘otto corsie o zero assoluto’, chi deve investire vi risponde in una maniera molto semplice: ‘il progetto fatevelo voi’. A chi investe 3 milioni e mezzo e vuole esercitare la sua presenza, non puoi negare questa opportunità. Se gli spazi d’acqua fossero interamente vostri, il project financing vi andrebbe bene. Questa è la verità”.

LE RISPOSTE DEGLI UFFICI Sul fronte politico è quasi un monologo di Giorgio De Vecchis, a cui in avvio dei lavori rispondono i funzionari dell’ente. Tra le contestazioni dell’esponente di Ripartiamo da Zero spiccavano (e spiccano ancora) presunte irregolarità in ambito procedurale. A tal proposito, Maria Teresa Massi (servizio amministrativo e programmazione) spiega che nel gennaio scorso, periodo nel quale nacque l’idea del project, “l’unica programmazione vigente e approvata era quella del 2016-2018” e che “un intervento di manutenzione di 600mila euro previsto con soldi derivanti dalle alienazioni non può essere paragonato a un project financing da 3,5 milioni. Annalisa Sinatra (ufficio progettazione opere pubblico) corregge inoltre il tiro sulla questione dei carichi, affermando che non occorre alcuna variante in quanto si demolirebbe e ricostruirebbe con le identiche volumetrie.

NASCE IL COMITATO Spiegazioni che non basteranno ad evitare ulteriori battaglie. Venerdì prossimo nascerà ufficialmente il Comitato anti-project e qui dentro confluiranno tutte le forze politiche di minoranza. “La formazione del Comitato me l’aspettavo – commenta Assenti – ma speravo che si attendessero le nostre risposte. Poi, se le ritenevate insoddisfacenti potevate fare quello che volevate”.




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