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Pd, tre giorni per individuare il commissario. Di Francesco: “Stop a offese e rancori”

Pubblicato il 29 Luglio 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dall’inizio della prossima settimana il Partito Democratico di San Benedetto finirà nelle mani di un commissario. Lo ha riferito Antimo Di Francesco nel corso dell’Unione Comunale di giovedì sera, spiegando come reputi necessari almeno tre giorni di tempo per effettuare incontri e consultazioni.

Alle ore 12 del 27 luglio, termine ultimo per la presentazione delle auto-candidature, nessuna mozione era stata depositata. Scenario che ha spinto Di Francesco a seguire le indicazioni contenute nell’articolo 5, comma 11, dello Statuto Regionale: commissariamento fino alle nuove elezioni per il segretario, da indire entro 15 giorni. La direzione nazionale ha però congelato tutti i congressi (salvo casi d’emergenza), posticipandoli a dopo il delicato appuntamento del Referendum Costituzionale. Ciò significa che il prescelto rimarrà in sella non meno di cinque mesi. Non pochi.

“La precondizione è accantonare risentimenti, rancori, rabbia, offese e insulti dell’ultimo periodo”, ha avvisato il segretario provinciale. “C’è un limite a tutto, è finito il tempo delle prove muscolari. Dobbiamo tornare tra la gente, nei quartieri, nelle piazze deve tornare a sventolare la nostra bandiera. I cittadini ci vedono distanti dai problemi. Il partito è un patrimonio collettivo, questa crisi può rappresentare un’opportunità per ripartire. Abbiamo bisogno di tutti, non dobbiamo stancarci del confronto. Dobbiamo discutere, svolgere azioni che entrino nel merito delle questioni. C’è la necessità di riorganizzarsi con una nuova classe dirigente”.

Assente alla riunione Paolo Perazzoli, non le critiche nei suoi confronti. La costituzione dell’associazione XXL viene vista da una frangia del partito come un ostacolo al tentativo di riappacificazione del Pd. “Il Comitato di Paolo non è la causa delle nostre divisioni, bensì l’effetto”, ha replicato Antonio Marcelli.

Favorevolissimo al commissariamento l’ex sindaco Gaspari: “Assolutamente meglio questa figura che un segretario eletto con un braccio di ferro. Qualcuno si oppone a tale soluzione paragonandola al commissariamento dell’ente pubblico. In quei casi si può operare solo in ordinaria amministrazione; qui non è così. La storia di Dc e Pc in questa città è piena di commissari. Il commissario politico è uno che applica la linea del partito. Antimo abbia coraggio e non usi il Manuale Cencelli. Ognuno rinunci a qualche convinzione e si rimetta in discussione. Non possiamo saltare il tempo del confronto. La politica non è fatta di tweet da 140 caratteri, se vogliamo ricandidarci alla guida della città dobbiamo riassumere credibilità. Per troppo tempo il Pd ha scimmiottato i grillini, ma fra l’originale e la copia si tende a premiare l’originale. In questa campagna elettorale abbiamo visto degli ultrà in azione. Si mostri un segno di umiltà e non la presunzione di aver capito tutto. Se stiamo assieme dobbiamo ascoltarci, nelle aziende private vale il concetto del brainstorming. Anche le idee più stupide hanno valore. Perché noi siamo così presuntuosi?”.

Come detto, la patata bollente passa ora a Di Francesco. Se ufficialmente non esiste una rosa di papabili, a bassa voce qualche identikit inizia a circolare. Quasi impossibile che il commissario possa far parte dei 52 componenti dell’Unione Comunale; improbabile che si tratti di un esponente particolarmente attivo nell’ultima campagna elettorale. Serve al contrario una guida super-partes, lontana dalle polemiche e distante dalle svariate correnti. Un nome che circola è quello di Gigi Fazzini, presente all’incontro: “Se il partito me lo chiedesse non potrei mai rispondere di no”.

Ma a sorpresa si fa largo un’altra idea che potrebbe ottenere un discreto consenso: incarico allo stesso Di Francesco, con il supporto di un Ufficio Politico composto dalle diverse anime del partito.

Nel frattempo, l’Unione Comunale ha dovuto rimpiazzare cinque componenti che non hanno rinnovato la tessera. Si tratta di Elisa Gilormello, Marcella Liodori, Michele Palmiero, Emanuela Rossi e Iacopo Zappasodi sostituiti rispettivamente da Emilia Romani, Stefania Spacca, Renzo Forti, Annarita Di Paolo e Alberto Agostini.




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