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Pd, Ricci a San Benedetto per Curti: “Candidato forte”. Sulla sanità: “Con la destra si sta tornando indietro”

Il sindaco di Pesaro: "Siamo alla fine di una stagione estiva che è andata molto bene, ma sappiamo che stiamo andando incontro a un autunno difficilissimo"

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francesca piunti

In riviera per rinnovare l’appoggio ad Augusto Curti. Dopo l’incontro ad Ascoli, Matteo Ricci è approdato a San Benedetto per fornire lo sprint al Pd in vista delle ultime due settimane di campagna elettorale.

“Augusto è un candidato forte, radicato nel territorio, che può rappresentare il Piceno con forza, ma anche le altre aree interne”, ha affermato il sindaco di Pesaro, intervenuto al “Pescatore”. “La priorità per noi è il lavoro, dare potere d’acquisto ai lavoratori e alle famiglie. Vanno tagliate le tasse sul lavoro”.

Ricci volge quindi uno sguardo alla strettissima attualità: “Siamo alla fine di una stagione estiva che è andata molto bene sul fronte turistico in tutta Italia, per fortuna. Ma sappiamo che stiamo andando incontro a un autunno difficilissimo. Lo dicevamo e ora i nodi vengono al pettine. Le bollette rischiano di ridimensionare i risultati positivi”.

Inevitabile il riferimento, polemico, alla sanità: “Bisogna investire sulla sanità territoriale, cosa che la Regione non sta facendo dopo anni di propaganda non si sta facendo nulla, anzi si sta tornando indietro”.

Preoccupazioni confermate anche dallo stesso Curti, candidato alla Camera come capolista al plurinominale. “Il tema del caro bollette sarà una seconda pandemia, è una emergenza che colpisce in modo trasversale tutti i livelli: le famiglie, le aziende, i piccoli artigiani. E’ una situazione complicata e non sappiamo quale sia la via di uscita. Dobbiamo essere bravi a dire le cose come stanno realmente. Non sarebbe serio essere populisti. La demarcazione tra noi e gli altri è ancora più profonda rispetto al passato. Questa volta non serve un voto di protesta, ma un voto di responsabilità. Un voto di protesta avvantaggerebbe la destra”.

Infine, un invito a non guardare i sondaggi, con le ultime rilevazioni ferme a ieri sera, prima del silenzio imposto dalla legge:  “Il compito è ribaltare i pronostici e giocarci la partita. Dovremmo guardare meno i numeri in tv ed essere di più sul territorio”.

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