lunedì 27 Settembre 2021 – Aggiornato alle 15:58

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Pd, lo sfogo di Benigni: “Ho cercato il dialogo in ogni modo ma non si può battere l’arroganza. Il finto sondaggio? Si chiama reato”

Il segretario comunale dei Dem: "In diverse occasioni mi sono sentito apostrofare con epiteti ingiusti, per non dire ingiuriosi"
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Uno sfogo a tutto tondo, duro e articolato. Claudio Benigni sbotta e attacca chi in questi mesi ha messo i bastoni tra le ruote al progetto del suo Pd. “Ho cercato il dialogo in tutte le sue forme, il più delle volte mi sono morso la lingua, in rari casi no, e me ne scuso. In diverse occasioni mi sono sentito apostrofare con epiteti ingiusti, per non dire ingiuriosi e al limite della sopportazione solo perché rispettavo a pieno i percorsi istituzionali previsti nell’intento di dare voce a chi rappresentavo, come se non ne avessi il diritto. Forse si può cercare di sconfiggere la volgarità o perlomeno di ignorarla, ma non l’arroganza di chi insegue la conservazione del potere o la tigna di voler apparire a tutti i costi attraverso prove muscolari da petto gonfiato”.

Il segretario dei democratici ammette la difficoltà riscontrata nella fase di confronto: “Se dici “fischi” e vengono riportati “fiaschi”, le cose sono due: o interpretano diversamente il tuo pensiero perché così sono soliti fare oppure la rappresentazione difforme di fatti oggettivi è congeniale ai propri personali e speculativi obiettivi. La speranza invece è che quest’ultime, non abbiano mai a diventare maggioritarie nella città o nel paese in cui vivi, consapevoli del fatto che per sventare detta possibilità dovremmo tutti quanti, coinvolgerci e batterci di più. “Non mollare mai” non è solo il refrain di un noto brano musicale, ma lo slogan a cui ci si dovrebbe sempre aggrappare per resistere alle avversità, che quando sono tante e gravi, può con molta probabilità significare che si è temuti nella migliore delle ipotesi o che la partita che si sta giocando è molto più grande di quel che si pensa.  Non si può e non si deve mollare: di questo sono convinto poiché in politica e nella vita di tutti i giorni, la serietà, la correttezza, l’onestà e la trasparenza non sono più prerequisiti scontati, ma valori fondamentali dei quali c’è estremo bisogno”.

Riguardo al “sondaggio” circolato nelle ultime settimane in merito alle prossime elezioni, Benigni conferma la linea dura: “Laddove dovessero essere mai avvistati sondaggi taroccati ad arte che nell’abusare della credulità popolare, tentino di indirizzare le elezioni cittadine e di sminuire i candidati non graditi, beh a quel punto si dovrebbe amaramente realizzare che il limite della decenza è stato ampiamente superato.  Il cercare, con l’ausilio di fonti istituzionali, di prendersi gioco della fede pubblica non sarebbe soltanto un qualcosa di inaccettabile e a memoria senza precedenti, ma sarebbe anzi e sopratutto un reato. Sono nove mesi che si tende la mano inutilmente e sono nove mesi che si tollera silenti condizionamenti di ogni sorta compresa una narrazione dei fatti distorta anzi opposta rispetto alla realtà, ma quest’ultimo goffo e scorretto tentativo di cambiare le carte in tavola rappresenta la classica goccia d’acqua, che non può essere sottaciuta. È giusto e doveroso che gli autori siano smascherati affinché questa reiterata mistificazione venga annientata. Quand’anche i nostri ultimi appelli siano ad oggi senza risposta non solo non mi rassegno seguitando a tenere aperte le porte come ho sempre fatto da novembre a questa parte, ma con la certezza di aver fatto tutto il possibile e con l’orgoglio di essere dalla parte del giusto, posso assicurare che non ci fermeremo dinanzi a chi al contrario lavora per distruggere. Per costoro solo porte chiuse”.

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