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Pd, la speranza svanisce subito. Esito impietoso: 43 a 0. Falliscono i “seggi campione”

Alta affluenza primo campanello d'allarme. I seggi selezionati dalla direzione nazionale del partito regalano esiti diversi dal responso complessivo. Ad Acquaviva no al 64%
Pubblicato il 5 Dicembre 2016




SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tanta delusione ed una speranza svanita già dieci minuti dopo le 23. Il Pd incassa la sonora sconfitta referendaria con risultati che non lasciano scampo in nessuno dei 43 seggi cittadini.

L’esito, impietoso, è stato infatti di 43 a 0. Il no si è imposto ovunque, da nord a sud, ospedale compreso. Il distacco minore si è registrato alla sezione 26 delle Curzi (con un sì al 47,9% e il no al 52,1) e alla 40 (Cappella), dove il sì ha ottenuto il 47% e il no il 53. Il divario maggiore si è verificato invece alla 42 (35,9% sì, 64,1% no).

Curiosità: i seggi 26 e 40, assieme al 25 e al 39 (sì rispettivamente al 44,5 e al 42,4%) erano stati selezionati dal Pd nazionale come punti campione, in quanto ritenuti i più attendibili per fornire fin dai primi istanti successivi alla chiusura delle urne una fotografia del Paese. Come si può notare però, qui il sì è andato ben oltre il 40,88% registrato su scala italiana.

Grandi timori erano emersi in seguito ai primi numeri sull’affluenza, comunicati attorno a mezzogiorno. Troppo alti rispetto alla media. “Sembrano dati da elezioni politiche”, aveva commentato qualche militante. Una proiezione centrata in pieno. “Se questa mobilitazione fosse frutto del no saremmo messi malissimo”, scriveva Fabio Urbinati nel tardo pomeriggio.

In compenso, c’era chi si ostinava a voler vedere il bicchiere mezzo pieno analizzando il boom di votanti in Emilia Romagna e Toscana.

Pure sul territorio provinciale il fronte del sì non ha mai sorriso. Nemmeno nella renziana Monteprandone, dove i contrari alla riforma costituzionale sono stati pari al 60%. A Grottammare il no si è attestato al 62,4%, ad Acquaviva al 64 e ad Offida al 56. Nella Ascoli di Guido Castelli, protagonista attivo di una campagna mediatica anti-Renzi, il sì si è arenato al 41,6%. Il dato provinciale nel complesso ha visto il sì al 41,12% e il no al 58,88.




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