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Pd, è tutti contro tutti. Di Francesco attacca Perazzoli: “Arrogante e privo di umiltà. La città non lo ha voluto”

Pesantissime le parole del segretario provinciale. "Rinunci al vitalizio e si faccia da parte"
Pubblicato il 25 Giugno 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO • “Miopia politica, arroganza e nessuna umiltà”. La guerra, nel Pd, è aperta. Antimo Di Francesco, segretario provinciale della Federazione, attaacca Paolo Perazzoli. Lo fa con una serie di dichiarazioni pesantissime seguite ai continui riferimenti dell’ex consigliere regionale, ad una parte del partito che gli avrebbe remato contro al voto del ballottaggio. “Oltre ad offendere l’intelligenza dei cittadini – spiega Di Francesco – che forse lui considera teste di legno pilotabili asserendo che il Pd abbia pianificato la sua sconfitta e fatto votare un altro candidato, e parliamo di quasi 3000 voti e quindi di cittadini che si sono recati alle urne, non si rende conto che la sua gestione in questa campagna elettorale condita da suoi molteplici errori è stata dilettantesca e livorosa nei confronti della sua squadra e del centrosinistra”.

Di Francesco è un fiume in piena: “Come un disco rotto – continua – Perazzoli insiste nel gettare fango con insinuazioni strumentali e argomentazioni fragili e poco credibili nel tentativo goffo e scomposto di attribuire ad altri le responsabilità e colpe della sconfitta per cercare in maniera maldestra di crearsi un alibi e un paracadute. Auspicavo che prevalesse equilibrio, umiltà e capacità di fare autocritica ma purtroppo ancora una volta Perazzoli dimostra miopia politica, tanta arroganza e totale mancanza di umiltà e visione d’insieme. Non ha mai esercitato un ruolo di leadership”.

Il segretario provinciale del partito parla dell’opera di Perazzoli come di un lavoro portato avanti per disgregare: “Ha avvelenato il clima e diviso e spaccato il centro sinistra”. Di Francesco parla inoltre di “distacco e poca sintonia con la città”. “La città non lo ha voluto – conclude – e questo è il dato politico. Le responsabilità sono da ripartire ma principalmente sono sue”. Infine la chiosa: “Nei suoi cinque anni da consigliere Regionale nessuno si è accorto di lui e non ha fatto niente per San Benedetto e la Provincia. Perché non rinuncia al vitalizio e da il buon esempio? La ricostruzione non passa certamente per Perazzoli ed è giunto il momento di una nuova classe dirigente e nuove energie e soprattutto un nuovo progetto”.




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