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Pd contro Pd, i giovani democratici attaccano l’amministrazione

Pubblicato il 8 Aprile 2014

SAN BENEDETTO – “Per rifare asfalti e sottoservizi non servono 24 consiglieri, sei assessori e un sindaco. Basta un commissario. L’aria che si respira attorno al Comune appare ormai insostenibile. L’azione amministrativa sembra paralizzata dai tentativi di affrontare ricorsi ed approfondimenti di carattere giudiziario che per altro troppo spesso ci vedono dalla parte del soccombente; cosa ben più grave è che a pagare il prezzo più alto è San Benedetto”.

Un intervento del Pdl? Niente affatto, ma dell’opposizione in casa alla stessa maggioranza, o meglio in seno al Pd.
A firmare un documento di fuoco sono infatti i Giovani democratici.

“A distanza di soli 10 mesi- affermano i Giovani democratici – il nostro appello lanciato al Pd è caduto totalmente nel vuoto. Abbiamo chiesto alla classe dirigente del partito di restituire agli organismi democratici il loro fondamentale ruolo: un luogo di confronto, dibattito e discussione, in cui ogni tesserato possa far valere le ragioni del proprio impegno politico. Così di porre fine alle sterili polemiche tra persone ed approdare ad un sano e maturo dibattito interno. Infine di ascoltare e prestare maggiore attenzione ai progetti portati avanti dai Giovani Democratici di questa città. Nulla di tutto questo è avvenuto. La domanda che sorge spontanea è: la giunta comunale ha superato la tanto temuta “crisi del settimo anno”? Mancano poche settimane all’ottavo anniversario dell’inizio del mandato”.

“Alcuni di noi- proseguono – non erano neanche alle scuole superiori quando si parlava dell’area Ballarin, Prg o lungomare Nord; sono passati quasi otto anni dal primo insediamento ed ora tutto ciò è finito in un cassetto, sostituito dalla promessa di un piano di manutenzione straordinario degli asfalti e dei marciapiedi che tanto somiglia ai famigerati “asfalti elettorali”.

Un attacco alla nuova dirigenza presieduta dalla segretaria Sabrina Gregori? Sembrerebbe proprio di sì, visto che i Giovani accusano: “ Appare quasi che i nostri dirigenti siano impegnati in una difesa a priori, difesa che è a tratti ceca e sorda e che diventa spavalda quando si tenta di etichettare chiunque muova una critica come attentatore del partito, come colui che vuole solo il male dell’amministrazione. Tutto ciò, oltre a mettere da parte il dibattito e l’ascolto delle idee e delle critiche, crea un inevitabile distacco tra l’amministrazione, il partito e i tesserati; ciò è dimostrato dalle scarsissime presenze alle ultime assemblee degli iscritti”.

Quali gli argomenti lasciati cadere da questa amministrazione che oggi viene accusata dalle giovani leve? “Di fronte a temi quali la costruzione di uno skate park- puntualizza l’ala più giovane del Pd – l’istituzione di un registro delle coppie di fatto o la proposta di delocalizzazione della movida giovanile i dirigenti “democratici” hanno perdurato nel più ambiguo dei comportamenti: accondiscendenza a parole ed ignavia nei fatti, il più codardo tra i peccati danteschi. Chiediamo dunque a questa amministrazione e al nostro partito di analizzare con serietà e senza auto indulgenza il percorso degli ultimi anni. È tempo di compiere una svolta decisiva nell’azione amministrativa e soprattutto c’è bisogno di una forte accelerazione che se non arrivasse, lascerebbe aperta una sola strada: quella del giudizio fallimentare del nostro operato”.

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