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Ombrelloni, confronto acceso tra Itb e Spazzafumo. Ricci:”I controlli dovevano essere fatti a inizio stagione. Molti turisti non torneranno più”

Il presidente Itb: "Li abbiamo cacciati in malo modo e chi è rimasto ha avuto la vacanza rovinata"

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Un confronto schietto e diretto, che si è inevitabilmente acceso quando il discorso si è spostato sulla questione degli ombrelloni. Martedì  l’amministrazione comunale ha incontrato la categoria dei balneari e a polemizzare maggiormente col sindaco Spazzafumo è stato il presidente dell’Itb, Giuseppe Ricci.

La storia è nota. A inizio agosto la Capitaneria di Porto effettuò controlli in spiaggia per verificare quanti ombrelloni e lettini fossero posizionati in aree non di pertinenza degli chalet. Monitoraggio che causò la rimozione di diverse file, con annessi disagi per bagnanti e turisti.

“Da sempre la spiaggia che è davanti allo stabilimento è una pertinenza dello stabilimento stesso”, dice Ricci. “Poi negli anni è arrivata una legge che ci ha imposto pagamento, ma nessuno ha mai messo in discussione quel principio”.

Ricci ribadisce che i concessionari non erano stati avvisati dell’allungamento della spiaggia: “Al sindaco ha ribadito che la misurazione va fatta ad inizio stagione, non ad agosto. L’adeguamento deve avvenire annualmente. Se si è estesa si paga di più, se si è accorciata si paga di meno. Se nessuno ci avvisa, è normale continuare a mettere gli ombrelloni normalmente. Sarebbe bastato avvertirci, noi non siamo dei tecnici, ci limitiamo a posizionare gli ombrelloni fino a 5 metri dalla battigia. Delle modifiche ci doveva avvisare qualcun altro”.

L’attenzione si sposta quindi sulle conseguenze: “Qualcuno ha avuto dei danni economici. Alcuni turisti non torneranno più. Li abbiamo cacciati in malo modo e chi è rimasto ha avuto la vacanza rovinata. È stato uno scempio che non andava consentito. Bastava avvertire dell’anomalia e risolverla, subito”.

Intanto, sabato l’Itb sarà a Roma per un’altra contestazione, stavolta riguardante la messa all’asta delle concessioni. “Sarà una grande protesta che coinvolgerà le categorie che più hanno sofferto in questi anni. Noi balneari non abbiamo più grosse speranze di sopravvivenza. Dovremo dare un segnale forte, migliaia di famiglie rischiano di finire sul lastrico, senza più niente, molti si sono indebitati per portare avanti strutture accoglienti”.

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