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Nuova vasca di colmata, dopo Torquati insorge anche il Pd: “Vogliono trasformare il nostro porto in una grande discarica”

Il segretario del circolo centro Pier Giorgio Giorgi: "In mancanza di una progettualità l’unico futuro per la nostra infrastruttura è quello di diventare una grande discarica per le sabbie dei dragaggi"

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Redazione
 giovedì 23 Novembre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Dopo l’affondo di Nazzareno Torquati anche il Pd lancia l’allarme: “Un’altra vasca di colmata a San Benedetto del Tronto:  il Governo della Regione e l’Autorità di Sistema vogliono trasformare il nostro porto in una grande discarica per le sabbie inquinate del Medio Adriatico?”. Se lo domanda il segretario del circolo centro Pier Giorgio Giorgi: “E’ questo il futuro che vogliamo?  Nel  nuovo piano triennale 2024 – 2027 degli interventi portuali per complessivi  767,44 milioni di euro, ad Ancona vanno gli studi di approfondimento e  tutta la progettualità in vista di un nuovo implemento del porto, a San Benedetto solamente 18 milioni per la realizzazione di una nuova vasca di colmata, ossia  della nuova discarica delle sabbie inquinanti provenienti dai dragaggi.  Non sono stati stanziati altri fondi in previsione di uno sviluppo futuro della nostra infrastruttura.  In politica i processi o si governano o si subiscono Non possiamo esimerci dall’aprire un dibattito sul futuro della nostra città e del nostro territorio”.

Giorgi entra nel dettaglio della questione: “Il porto e il Parco Marino sono due punti da cui ripartire, due opportunità da non perdere. Nel ripensare il porto dobbiamo  orientarci verso progettualità che includano oltre alla pesca anche il turismo e la cantieristica prendendo spunto ad esempio da ciò che è stato fatto a Pesaro.  Prima di prevedere una seconda vasca di colmata bisogna aver chiara una prospettiva di rilancio del nostro porto senza la quale rischieremo seriamente alla prossima rottamazione dei pescherecci la definitiva scomparsa della nostra gloriosa marineria.   Solo a quel punto si potrà stabilire se la cassa, considerato l’impatto ambientale che essa produce, sia utile o dannosa all’obiettivo che si vuole perseguire o se invece si possano percorrere come è auspicabile strade più sostenibili ed ecologiche. In mancanza di una progettualità l’unico futuro per la nostra infrastruttura è quello di diventare una grande discarica per le sabbie dei dragaggi.  Il piano regolatore del porto approvato durante l’amministrazione Gaspari non è mai stato realizzato. Da fonti ben informate sappiamo che nei cassetti del Comune  giace  il nuovo piano del porto . Che aspetta il sindaco a portarlo a conoscenza della città? Se ci sono altre idee e altri progetti che vengano alla luce”.

Giorgi comunica di aver interpellato i pescatori in merito alla realizzazione della cassa di colmata: “Ci hanno risposto evidenziando le criticità irrisolte del nostro porto. Per qualcuno la cassa di colmata contribuisce ancora di più all’insabbiamento del porto e rende difficoltosa la navigazione. Questa controversia in realtà tiene banco da almeno quindici anni. Già nel 2012 ci furono nella marineria numerose voci che lamentavano turbolenze anomale dovute alla cassa di colmata che causava difficoltà di manovra durante l’entrata in porto in condizioni meteo negative e paventavano che una nuova vasca avrebbe potuto rendere le manovre ancora più problematiche. Si scrisse inoltre che quella vasca non era utilizzabile ai fini di un futuro sviluppo del porto proprio a causa del modo in cui era stata riempita. Tornando ad oggi, i pescatori lamentano il persistente degrado del porto e la pericolosità dell’imboccatura ed in particolare l’attraversamento del canale giallo dove nei giorni scorsi si sono incagliati diversi pescherecci. Questo nonostante le imponenti operazioni di dragaggio che a detta di alcuni non sono state risolutive. Nonostante le posizioni non siano tutte omogenee su un punto c’è uniformità di veduta: nel caso in cui dovesse essere realizzata una nuova vasca di colmata questa dovrebbe accogliere esclusivamente le sabbie del nostro porto”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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