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Nel ricordo di chi è morto per l’Italia

Pubblicato da 

Redazione
 lunedì 4 Novembre 2013

SAN BENEDETTO – Alla presenza delle massime autorità civili e militari del territorio, le associazioni combattenti e d’arma e di una rappresentanza degli studenti delle scuole cittadine, si è svolta questa mattina la cerimonia di celebrazione del 4 novembre, giorno dell’Unità nazionale, festa delle Forze Armate e 95esimo anniversario della fine della grande guerra.

Dopo aver omaggiato coloro che hanno dato la vita per l’Italia con la deposizione delle corone presso la sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e i monumenti ai caduti di viale Secondo Moretti, il corteo si è diretto verso la scuola “Sacconi”. Ad accogliere le autorità gli studenti delle classi terze che hanno ringraziato il Sindaco Giovanni Gaspari per l’opportunità formativa offerta alla scuola di celebrare nell’istituto la ricorrenza con la lezione di un professore universitario ed eseguendo l’Inno di Mameli.

Nel suo saluto, il Sindaco ha voluto ricordare il sacrificio dei ragazzi nati nel 1899, ovvero i giovani che furono chiamati alla leva e combatterono nella Grande Guerra dando anche la propria vita per difendere la Patria.

La parola è poi passata al prof. Riccardo Piccioni, ricercatore dell’Università di Macerata, che ha tenuto una lezione sul senso del “4 novembre”. Per dare il senso della passione che animava quei ragazzi, Piccioni ha utilizzato la lettera scritta ai genitori da Mimmo Quarta, un giovane 23enne sottotenente di artiglieria che ha combattuto nella seconda guerra mondiale e di lì a poco sarebbe stato ucciso: si trattava di un’altra guerra, ma i valori che essi esprimevano erano simili.

 Il docente ha poi ripercorso le principali tappe che, dal 1861 al 1914, hanno portato dall’Unità fisica a quella morale e sociale della Nazione e ha illustrato il ruolo delle forze armate, simbolo per la sicurezza dei cittadini e strumento di unificazione della nazione. Ha poi sottolineato il senso del dovere di tanti giovani che nella prima guerra mondiale, ma anche in tutte le tappe che hanno portato alla costruzione della democrazia, hanno combattuto per gli ideali della Nazione e per il bene della Patria.

 “Qual è lo stato d’animo giusto con cui affrontare il 4 novembre? – si è domandato il prof. Piccioni – E’ una ricorrenza che va celebrata in maniera solenne in memoria della vittoria della Grande Guerra, oppure oggi si deve festeggiare l’Unità d’Italia e lo sforzo compiuto dalle Forze Armate nel presidio giornaliero del territorio e della sicurezza dei cittadini? Di certo – ha concluso Piccioni – qualunque sia lo stato d’animo con il quale ci apprestiamo a vivere questa ricorrenza, è necessario cogliere queste occasioni per riappropriarci del nostro difficile passato, dei fatti luttuosi, delle tante storie dei giovani che, come Mimmo Quaranta, hanno dato la propria vita e verso i quali continuiamo ad avere un grande debito”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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