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Muzi show, Bagalini si rivolge alla Procura. La minoranza: “Il consigliere deve dimettersi”

Dopo quanto accaduto ieri mattina in sala consiliare. "Ignorano e non tollerano il diritto di critica"
Pubblicato il 9 Novembre 2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era prevedibile che quanto accaduto ieri, in sala consiliare durante la conferenza del Comitato No Project, avrebbe scatenato notevoli polemiche. La parole di Muzi (CLICCA QUI) hanno infatti dato il via ad una serie di reazioni.

Su tutte quella di Fabio Bagalini, ex portavoce Udc e attualmente all’interno del comitato contro il Project della Piscina Gregori che annuncia essere intenzionato a trasmettere tutti gli elementi relativi a quanto accaduto ieri alla Procura della Repubblica.

Quasi tutto (manca la firma di Marco Curzi) il gruppo consiliare di opposizione parla invece di «Intolleranza, ignoranza, arroganza e inadeguatezza» citando le parole del consigliere di maggioranza. «“Questo non è un luogo pubblico, chiamo le forze dell’ordine” , “voi non potete stare qui” “allora pagate” ecc. sono solo alcune delle frasi pronunciate con veemenza da un rappresentante dei cittadini – spiegano Mandrelli, Di Francesco, Capriotti, De Vecchis, Morganti, Marzonetti, Pellei e Sanguigni -. Un consigliere Comunale di maggioranza che si è arrogato il diritto di minacciare di chiamare le forze dell’ordine perché un gruppo di cittadini (4 persone del Comitato “ No Project”) si era riunito, senza fare una precisa richiesta, per discutere con alcuni giornalisti nella parte della sala consiliare (vuota) riservata al pubblico».

«L’idea – continuano – che il Comune possa, e debba, essere anche il luogo dell’incontro, del confronto e della discussione, la casa dei cittadini non lo ha neanche sfiorato. L’idea che le minoranze (siano esse di cittadini che vogliono far sentire la loro voce o di partiti, movimenti, comitati ecc.) possano esprimere liberamente le proprie opinioni nel luogo principe, quello che più di ogni altro è il concreto simbolo della democrazia sembra essere troppo complessa per questo Consigliere e, forse, per la maggior parte di coloro che in questo momento ci stanno amministrando e che sembrano ignorare e non tollerare il diritto di critica e di pacifica e democratica protesta. I sottoscritti Consiglieri quindi , orgogliosi del mandato di rappresentanza che la cittadinanza ha conferito loro, non solo si dissociano da tale comportamento ma chiedono con forza che il Consigliere in questione, Stefano Muzi, rassegni le sue dimissioni da consigliere comunale, ritenendolo inadeguato a ricoprire la carica di Consigliere».

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