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Madonna del Soccorso, Cittadinanza Attiva: “Unità coronarica a rischio”

Sulla situazione del pronto soccorso: "Due mesi senza una figura che guidi il reparto. Silenzio assordante della Regione"
Pubblicato il 17 Marzo 2018

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non riusciamo a spiegare né a rispondere ai dubbi dei cittadini sul perché il reparto di cardiologia a indirizzo riabilitativo sia stato separato dal reparto di medicina d’urgenza e da un pronto soccorso, abbandonato al suo destino”. Così apre la propria critica il gruppo Cittadinanza Attiva riguardo alla condizioni dei reparti sanitari del’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto. “Si tratta di un ritorno al passato per la cardiologia – dichiara il gruppo – che priva dell’unità coronarica”.

Cittadinanza attiva chiede conto delle motivazioni che hanno condotto alla sostituzione dei 6 posti letto dell’unità coronarica con 3 posti in quella che viene definita “una sorta di osservazione intensiva”, avanzando poi un’ipotesi critica: “L’ unità coronarica prevede uno standard di tecnologie e personale diverso da quello che è invece previsto ora. Con la divisione, si perde in qualità. Medicina d’urgenza finisce quindi da una parte e cardiologia a indirizzo riabilitativo da un’altra. Non dovevamo essere considerati un centro di punta per le emergenze e le urgenze? Non dovevamo riprenderci l’unità coronarica così come ci era stata tolta?”

Oltre alla critica, il gruppo porta avanti la protesta per la mancata definizione dei trasferimenti dai reparti limitrofi di cardiochirurgia: “Le strutture vicine avrebbero dovuto far confluire i pazienti presso la cardiologia riabilitativa di San Benedetto. Di ciò non si sa nulla. Cardiochirurgia a Teramo manda i propri pazienti al reparto di cardiologia riabilitativa di Sant’ Omero, munita di 19 posti letto e palestra dedicata. Il reparto di cardiochirurgia ad Ancona dove manda i proprio pazienti? Sarebbe dovute essere riconsegnato un reparto di cardiologia a indirizzo riabilitativo che utilizza la palestra del servizio di fisioterapia, con dotazione di 14 posti letto in corsia e 3-4 posti dotati di monitor, ma l’unità di terapia intensiva cardiologica prevedrebbe maggiori dotazioni di personale e tecnologie. Si potrebbe definire un’operazione a risparmio”.

Il gruppo punta poi il dito sui ritardi che gravano sulla programmazione estiva e le lunghe liste d’attesa che appesantiscono l’operatività della struttura sambenedettese: “Nulla scuote le anime dei nostri rappresentanti in Regione. Espletate le formalità tra avvisi e bando concorsuale, nulla di fatto sì è ancora concretizzato. L’Asur 5 ha emesso un bando interno per individuare una nuova “guida” per il pronto soccorso in attesa della nomina di un nuovo primario che prenderebbe servizio, stando alle previsioni, ben oltre luglio 2018″.

“Sono trascorsi oltre due mesi e nonostante le tante difficoltà che il pronto soccorso deve affrontare, nulla si è mosso. Senza nulla togliere alle altre realtà ospedaliere – continua Cittadinanza Attiva – pensavamo che il pronto soccorso di San Benedetto potesse ricevere un’attenzione particolare vista la centralità che occupa, per operatività e collocazione geografica. La celerità della nomina sarebbe stato un segnale di maggiore attenzione verso gli operatori e un servizio, che oggi è invece fermo in termini di riunioni programmatiche”.

Poi conclude: “L’ esito dell’ avviso prevede indubbiamente un vincitore, ma dopo 60 giorni ancora nessuna traccia. Questo silenzio assordante rappresenta il volere della Regione Marche, e l’esito delle elezioni politiche nazionali non è stato sufficiente a smorzare l’arroganza di una classe politica sempre più distante dai problemi dei cittadini e dei lavoratori”.

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