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L’Udc critica l’amministrazione: «Project perdita di tempo. Priorità della città sono altre»

Il coordinatore Fabrizio Capriotti: «Sanità, turismo e riqualificazione non possono più aspettare. Servono interventi»
Pubblicato il 26 Dicembre 2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “E’ passato un altro anno, la città continua a non essere governata come necessiterebbe, non vengono progettate le riforme necessarie per garantire un futuro migliore ai nostri figli, siamo come una barca in balia delle onde” esordisce così il coordinatore del gruppo Udc-Popolari-Laici, Fabrizio Capriotti nella sua analisi della situazione a San Benedetto del Tronto, descritta con toni tutt’altro che lusinghieri.

Attraverso Capriotti, infatti, il gruppo d’opposizione contesta all’amministrazione l’aver voluto percorrere a tutti i costi la strada del project financing per la piscina e di aver così contribuito così a una situazione di stallo che perdura ormai da mesi all’interno della scena politica rivierasca.

“È triste aver assistito alla perdita di tempo, circa un anno, dietro ad un project financing di cui la città non aveva bisogno, un progetto non condiviso, che crea confusione e scetticismo, che porterà ad ulteriori litigi, divisioni e perdite di tempo – afferma Capriotti – Le alternative c’erano e non sono state prese in considerazione. Un buon politico non divide ma unisce e lavora con un unico obiettivo e cioè quello di far crescere la città, migliorare le condizioni di vita della comunità e lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni. Non si arrocca dietro a scelte scriteriate, né si compiace di aver effettuato prove di forza, nascondendosi dietro una ondulante maggioranza in Consiglio Comunale”.

L’Udc parla quindi di una “San Benedetto dei Sogni”, elencandone i capisaldi in una serie di progetti sui quali “è impossibile perdere altro tempo” e necessitano di un’attuazione o una svolta: l’ospedale unico, il settore turistico-commerciale e la riqualificazione della città.

“Colpisce parimenti l’atteggiamento di alcuni consiglieri comunali di minoranza che con facilità e nonchalance, senza motivazioni, cambiano bandiera o passano da un gruppo all’altro, al primo mal di pancia – criticano inoltre dal gruppo -. La città non ha bisogno di queste cose. Se non si condivide più un percorso per il quale ci si è battuti, la cosa più trasparente da fare è dimettersi”.

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