mercoledì 30 Novembre 2022
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L’opposizione chiede la verità a Fioravanti e Alati: “Devono spiegare quali investimenti verrebbero a mancare senza gli aumenti”

La posizione di Ameli, Viscione, Speri e Tamburri: "Sull'elezione dei vertici Ciip ha pesato molto la posizione della maggioranza"
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ASCOLI PICENO
L’opposizione incalza il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti dopo la decisione di avallare gli aumenti del costo dell’acqua annunciati dalla Ciip. E al primo cittadino ascolano sono indirizzate delle domande precise tra le quali la richiesta di delucidazioni su quali siano stati gli investimenti fatti tali da giustificare gli aumenti. Domande anunciate nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei gruppi di minoranza Francesco Ameli (Pd), Francesco Viscione (Prospettiva Ascoli), Massimo Tamburri (Movimento 5 Stelle) e Massimo Speri (Ascolto & Partecipazione).

I quattro mettono subito le cose in chiaro, al centro delle polemiche ci sono gli aumenti e non la professionalità con la quale la Ciip viene gestita. “Chi dice che gli aumenti non ci sono dice una bugia – spiega Ameli – perché contano i fatti che sono le comunicazioni fatte alle autorità di gestione e il fatto che abbiano modificato il documento nel quale si parlava degli aumenti ha dimostrato che le nostre denunce eranovere e valide e sono felice dell’attivismo delle associazioni attraverso tavoli che si sono creati che andranno a chiedere un confronto al presidente dell’Ato e a quello della Ciip per affrontare questa situazione”.

Ameli ha sottolineato un aspetto che definisce “paradossale”: “Il sindaco Fioravanti – ha affermato – da un lato mette le mani nelle tasche dei cittadini con l’aumento della bolletta dell’acqua e dall’altro prova ad intervenire con dei contributi minimi sul caro bollette. E’ un comportamento schizofrenico che suona come una presa in giro”.

L’opposizione prova inoltre a fare chiarezza sulla comunicazione inviata dall’Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) “La diffida che loro hanno inviato – spiega Viscione – è per la mancata comunicazione del piano tariffario e non ha in alcun modo invitato ad aumentare le tariffe. Questo aspetto va chiarito perché non vorrei che qualcuno facesse passare quella comunicazione come una giusitificazione agli aumenti. La diffida era solo per la mancata comunicazione che avrebbe dovuto essere fatta ad aprile”.

Il gruppo invita Fioravanti e il presidente della Ciip Alati a riferire anche attraverso la convocazione della commissione controllo e garanzia quali siano gli investimenti che rischiano di saltare se la tariffa non dovesse aumentare. Tamburri sottolinea inoltre come le previsioni, per la Ciip, parlino di utili a crescere: “Alati è stato appena rieletto e sulla sua rielezione la maggioranza ascolana e il sindaco Fioravanti hanno inciso profondamente – ha detto – e questo fa parte di una visione politica dove non si bada al merito e alle competenze delle persone ma a una mera spartizione del potere che poi vanno a pagare i cittadini”.

Tamburri è anche tornato a parlare della situazione dei depuratori: “Emenano cattivi odori creando una problematica mai risolta. Ma si continua a parlare di giochi di potere”.

Infine Massimo Speri, consigliere di Ascolto & Partecipazione ha sottolineato come ancora non si vedano gli investimenti previsti. “L’acqua non è di grande qualità e tutti lo sperimentiamo tutti i giorni. A fronte di una qualità altamente discutibile, le inaugurazioni delle casette dell’acqua non risolvono il problema. Vorremmo capire quali siano i piani e a cosa siano legati, davvero, questi aumenti”.

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