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Il Pd spara a zero sul project dopo la maxicommissione: «Tutti pareri negativi. Clamoroso autogol di Piunti»

Capriotti risponde alla polemica sulle convocazioni delle commissioni: «Costano troppo? Via il gettone di presenza e facciamone di più quando servono»
Pubblicato il 2 Dicembre 2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono dure le critiche che il Partito Democratico al completo ha rivolto all’amministrazione in sede di analisi, dopo l’esito della maxicommissione, dello stato attuale del project financing per la piscina “Gregori”. I consiglieri comunali Tonino Capriotti e Antimo Di Francesco e la rappresentanza dei circoli formata da Daniela Bigossi, Roberto Giobbi e Silvano Evangelisti, sono infatti scesi in campo insieme a Edward Alfonsi, Margherita Sorge e Fabio Urbinati per lanciare l’appello del partito all’amministrazione sambenedettese dopo quello che il Pd definisce “il clamoroso autogol del tandem Piunti-Assenti sul project”.

È con la metafora calcistica che Antimo Di Francesco ha infatti descritto l’esito della maxicommissione, affermando: “Tutti i pareri raccolti sono stati negativi e hanno sconfessato il sindaco Piunti e le sue affermazioni riguardo alla fattibilità dell’opera e alla sua resa – ha spiegato il consigliere comunale -. Fra criticità di tipo economico, urbanistiche e tecniche, è chiaro che il project financing per la piscina non vada da nessuna parta e non abbia chance di essere realizzato. Molto peggio, quanto è accaduto fino a qui ha messo in luce l’incapacità amministrativa del sindaco e dei suoi. La città non pagherà 181mila euro l’anno per 30 anni per privatizzare un bene pubblico”.

Di Francesco tuttavia non chiude alla possibilità di continuare il progetto per la piscina percorrendo altre strade: “L’amministrazione si riapra al dialogo con i cittadini e con le società sportive se vuole trovare una soluzione per la città. Serve un confronto e noi siamo pronti a metterci in gioco, come lo siamo stati fino a questo momento – ha detto Di Francesco -. Non è pensabile portare avanti un progetto con un impatto tanto grande sulla città, sul quartiere e sui suoi residenti senza tenere conto del parere di tutti. Che un sindaco faccio poi scena muta nel corso di una commissione di quel livello, è inammissibile Deve esserci un dialogo”.

A rinforzo delle dichiarazioni di Di Francesco, anche Tonino Capriotti ha voluto dire la sua riguardo alla gestione delle commissioni e alla polemica sollevata nei giorni scorsi riguardo al loro costo per le casse comunali: “Il costo delle commissioni per il comune sta nel gettone di presenza dei partecipanti. Io sono pronto a rinunciare al mio gettone se la maggioranza proporrà l’iniziativa. Vediamo poi quanti e quali consiglieri si presenteranno alle riunioni – ha detto critico Capriotti -. In questa maniera, azzerati i costi delle commissioni, saremo liberi di convocarne di più là dove sono necessarie, come le commissioni d’inchiesta quando si verificano falsi in bilancio”.

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