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Il Pd “riapre” la sede di Porto d’Ascoli e polemizza con Rosetti

Dietro all'incontro referendario tra Urbinati e Perazzoli un messaggio polemico all'ex segretario di circolo colpevole di aver tenuto chiusa per mesi la storica sede
Pubblicato il 28 Novembre 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non solo uno scontro in vista del referendum del 4 dicembre. Dietro al duello tra Urbinati e Perazzoli organizzato dalla sezione portodascolana del Pd si cela la volontà di riaprire la sede storica di Via Damiano Chiesa, dopo mesi in cui le serrande sono rimaste abbassate.

“E’ chiusa da giugno e la nostra intenzione è quella di riappropriarci di un luogo simbolo della sinistra cittadina”, dichiara Gianluca Pasqualini. Per l’ex consigliere comunale l’appuntamento di giovedì prossimo “sarà il punto di partenza per la costruzione di quel senso civico che ha sempre contraddistinto il popolo di sinistra di Porto d’Ascoli. Non è certamente nostra intenzione di farlo tra pochi intimi e non siamo certo stati noi ad organizzare gli incontri prima di oggi. Non era il nostro compito”.

Evidente il riferimento polemico a Nicola Rosetti, segretario di circolo dimessosi la passata estate. Quest’ultimo, così come Andrea Manfroni (che lasciò l’incarico alla sezione nord a giugno), non è mai stato sostituito, nonostante il commissario Antimo Di Francesco avesse a più riprese annunciato come imminente la successione.

Nessuna traccia nemmeno dei componenti del tavolo politico che avrebbero dovuto affiancare il coordinatore locale. A questo punto si attenderà il nuovo congresso, previsto per il 2017.

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