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Il consiglio si spacca sul Ballarin

Pubblicato da 

Alessandra Clementi
 giovedì 31 Ottobre 2013

SAN BENEDETTO – “Non possiamo accettare un documento dove si dice che non abbiamo impegnato un centesimo, quando abbiamo speso 700 mila euro per comprare l’area”. Il Ballarin divide il Consiglio comunale e la mozione di Pezzuoli viene emendato passando con 15 voti a favore, 8 contrari e due astenuti (Emili e Pezzuoli).

Scontro all’interno della maggioranza dove il sindaco Gaspari e i fedelissimi hanno voluto modificare sostanzialmente la mozione proposta da Pezzuoli e firmato da Tassotti, Pellei, Gambini e Pasqualini. Un emendamento attraverso il quale si va ad ampliare, tra l’altro, il numero dei soggetti che dovrebbero sedere al tavolo chiesto nella stessa mozione per seguire i lavori del Ballarin.

Se nella mozione di parlava di ufficio tecnico comunale e dell’Unicef con l’emendamento si aggiungono l’ufficio lavori pubblici, l’Università Politecnica delle Marche, l’ordine degli architetti, gli istituti scolastici, il comitato Città dei bambini, l’Unicef, Save the children, il Comitato Ballarin, i comitati di quartiere, l’organismo di partecipazione. “Mancava solo l’Assimpesca- ha commentato Pezzuoli – sembra si voglia annacquare, allargare a tutti per fare poco, ha coinvolto tutti per annullare il tavolo”.

Inoltre si chiede di aderire non solo al programma e progetto dell’Unicef, ma anche ai principi istituzionali promossi da Save the children e di ogni altra organizzazione umanitaria.
“Il Comitato Ballarin- ha tuonato Gaspari- ha rifiutato di partecipare a incontri nei tre istituti comprensivi per valutare il progetto ambientale insieme ai bambini”.

Dai banchi dei centristi il consigliere Domenico Pellei ha detto: “Sollecito la partecipazione dei cittadini. Tutti vogliamo che per quel rudere venga fatto qualcosa. Spero non ci sia un tentativo di insabbiamento”.
Duro l’intervento del consigliere Loredana Emili la quale ha affermato: “C’è la volontà di non dire le cose chiaramente. L’emendamento annulla la mozione nei fatti. Si cambia non parlando di stadio ma di area, rendendo i tempi lunghi tanto che rischiamo che si faccia notte. Il Comitato Ballarin raccoglie firme ma noi siamo sempre timorosi ad aprirsi. Così non ha senso. Chiediamo un impegno dell’amministrazione”.

Per ora il futuro del Ballarin è legata alla delibera che sarà portata in Consiglio entro il 30 novembre con i Poru in cui rientra anche questa area, che comunque rimarrà con destinazione a verde sportivo.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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