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Castelli inaugura la sede elettorale con Acquaroli e Lollobrigida: “Il primo pensiero andrà alle zone del sisma. I marchigiani erano stufi dell’egemonia della sinistra”

L'assessore candidato con Fratelli d'Italia: "Non fuggo da nulla, anzi rappresenteremo a Roma le istanze della regione"

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Ex sindaco di Ascoli e attuale assessore regionale al bilancio, Guido Castelli tenta l’avventura in Parlamento tra le fila di Fratelli d’Italia correndo come capolista per il collegio proporzionale al Senato e proprio ieri ha ricevuto la visita dell’onorevole Francesco Lollobrigida e del presidente della Regione Francesco Acquaroli in occasione dell’inaugurazione della sua sede elettorale.

Quali sono, in caso di elezione, i temi prioritari che porterà all’attenzione del Parlamento?

“Quando Giorgia Meloni mi ha chiesto di rappresentare la Marche al Senato della Repubblica ho immediatamente pensato a ciò che avrei potuto fare per la mia Regione. Il primo pensiero è andato alle zone colpite dai terremoti del 2016. È mio dovere proseguire da Roma quanto finora avviato con la delega alla ricostruzione affidatami dal Presidente Acquaroli. Ricostruzione che non può limitarsi agli edifici distrutti ma che deve guardare al rilancio del tessuto sociale dell’intera fascia appenninica marchigiana che presentava criticità nella viabilità, nei servizi essenziali, nelle troppo farraginose norme di salvaguardia ambientale aggravate nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata dal sisma”.

Nemmeno dieci anni fa sarebbe stato inimmaginabile un partito di destra come più votato nelle Marche, regione storicamente ‘rossa’. Come spiega la metamorfosi e a quali episodi la attribuisce?

“Se si guarda a 15-20 anni fa quando si parlava di ‘modello Marche’ e si confronta con l’attuale situazione dopo decenni di governo della sinistra ad egemonia Pd, Ds, Pds eccetera, non era difficile pronosticare che i marchigiani volgessero lo sguardo verso forze politiche antitetiche alla egemonia della sinistra. Credo che questa sia la motivazione principale, ed è lo stesso motivo per il quale Fratelli d’Italia guidato dalla Meloni è oggi il primo partito d’Italia”.

Dal terzo polo Fabio Urbinati ha attaccato gli assessori regionali che si stanno candidando per la Camera o il Senato parlando di fuga. Cosa risponde?

“Fabio Urbinati parla di fuga per esperienza personale. Fu lui in Regione, prevedendo il tracollo della sinistra nelle Marche, a fuggire dal ruolo di capogruppo del Pd, partito di maggioranza, per approdare in una formazione politica che oggi si definisce di centro. Noi non fuggiamo da nulla, anzi rappresenteremo a Roma anche le istanze delle Marche che, da sempre, scontano una grave irrilevanza politica della propria posizione a livello centrale. I nostri partiti hanno ritenuto di utilizzare a Roma l’esperienza acquisita nell’amministrare la Regione Marche. Si tratta di un riconoscimento importante per tutti”.

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