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La vicenda

Corte dei Conti, Talamonti si difende: “Ho agito con buonsenso. Altrimenti sarebbe saltato il servizio mensa”

"Le procedure di assunzione erano state avviate già nel mese di luglio, quando non era prevedibile che si maturasse, ben due mesi dopo, l’inadempimento relativo alla mancata approvazione del bilancio"

Pubblicato da 

Redazione
 martedì 29 Marzo 2022

Relativamente alla conferma della condanna della Corte dei Conti per la vicenda delle assunzioni effettuate prima del bilancio, interviene la dirigente Catia Talamonti.

“Chiunque dotato di senso di responsabilità pubblica avrebbe agito esattamente come me di fronte ad una situazione altamente problematica che, se gestita con un approccio meramente formale e distaccato, avrebbe privato tutti gli alunni delle scuole della città del servizio di mensa scolastica per due mesi durante i quali sono stati erogati, grazie alle assunzioni, circa 56.400 pasti. Le procedure di assunzione erano state avviate già nel mese di luglio, quando non era sicuramente prevedibile che si maturasse, ben due mesi dopo (30 settembre), l’inadempimento relativo alla mancata approvazione del bilancio consolidato. Il documento fu approvato solo a fine novembre 2017 e la Corte dei Conti ha dichiarato l’illegittimità dell’assunzione degli operatori mensa per il periodo dal 2 ottobre fino a fine  novembre, nonostante che la determina dirigenziale  di assunzione degli stessi operatori fosse datata 29 settembre, data antecedente all’avvenuto inadempimento.

Prosegue la Talamonti: “Dato che gli operatori delle mense hanno preso di fatto servizio il 2 ottobre 2017, il divieto di assunzione degli operatori mensa è scattato automaticamente e formalmente proprio a causa della mancata approvazione del bilancio consolidato nella scadenza di legge del 30 settembre. La decisione di fare del tutto per aprire le mense scolastiche, tutelando esclusivamente l’interesse pubblico in un ambito di attività comunale di importanza fondamentale quale quello scolastico, ha fatto scattare la sanzione della Corte dei Conti. Voglio sottolineare infatti che gli stessi giudici nella sentenza scrivono che la dirigente  Talamonti “non ha operato per interesse personale, garantendo l’attuazione di un servizio”. Come dire che, al di là della sanzione inflitta e riconducibile all’inadempimento degli organi preposti ad approvare il bilancio consolidato, le assunzioni erano di per sé legittime e orientate al soddisfacimento del pubblico interesse. Voglio anche rilevare che la Corte ha ridimensionato di circa dieci volte la somma inizialmente posta a carico della sottoscritta, del dr. Rosati e della dr.ssa Pagani n considerazione del fatto che, con l’avvio delle mense avvenuto il 1° ottobre 2017, sono stati salvaguardati, oltre che il servizio, anche gli introiti derivanti dal pagamento delle rette da parte delle famiglie”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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