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Contributi per gli affitti, l’affondo di Primavera: “Parametri assurdi. Si penalizza chi non ha figli”

Il dirigente dell'Unione Inquilini: "I soldi servono per il canone di locazione e non per i figli. Tolti i sostegni sociali a chi è in vera difficoltà"

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Redazione
 mercoledì 29 Novembre 2023
SAN BENEDETTO DEL TRONTO. “Il bando per il contributo locazioni è stato fatto veramente male”. Lo afferma l’ex consigliere comunale e membro della direzione nazionale dell’Unione Inquilini Daniele Primavera che spiega come i contributi siano “viziati da un pregiudizio ideologico totalmente incomprensibile, irragionevole e iniquo”.
“Per esempio, sono state distinte due fasce di reddito ISEE in modo decisamente non significativo, visto che la differenza tra chi ha un isee sotto i 6000 euro e chi ne ha uno sotto i 12000 euro è praticamente irrilevante (soltanto 50 euro). Tanto valeva non differenziare affatto. Invece, e questo è ancora più grave, è stato introdotto un assurdo criterio di dimensionamento del contributo secondo il numero dei componenti del nucleo familiare. Per capirci, un pensionato solo – su cui grava per intero un affitto – ha un contributo di appena 250 euro, praticamente la metà di quello percepito da una famiglia di reddito complessivo molto più alto”.
Primavera ricorda che “il contributo per l’affitto è per l’affitto, non è per i figli, checché ne dicano gli estremisti cattolici che spadroneggiano nell’amministrazione Spazzafumo senza che ci siano colleghi in grado di arginarli. Il contributo per l’affitto dovrebbe servire a pagare la casa ed evitare gli sfratti. Il costo dell’affitto infatti è ovviamente molto più incidente su un nucleo piccolo che guadagna, in cifra assoluta, poco rispetto a un nucleo più grande in cui ci sono almeno due entrate. Per questa ragione non ha alcun senso questo criterio”.
Tra l’altro l’ex consigliere ricorda come “il parametro ISEE contempla già un “aggiustamento” in base al numero dei componenti. Ancora una volta, come già successo per la TARI, l’amministrazione decide scientificamente di spostare i sostegni sociali, levandoli a chi è in difficoltà economica, indipendentemente dalle proprie condizioni di vita familiare, e dirigendoli verso le famiglie numerose, marginalizzando il criterio reddituale che dovrebbe invece essere centrale.
In parole povere non ci interessa se guadagni poco e non riesci a pagare l’affitto, ci interessa solo se hai figli, altrimenti puoi pure finire per strada. Una vera assurdità”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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