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Consiglio provinciale, salgono le quotazioni di Marco Curzi. Ma il Pd chiede il tesseramento

L'ex assessore in corsa. Anche i renziani chiedono un posto. Mercoledì Unione Comunale. Destra ancora in alto mare. Piunti: "Decidano i partiti"
Pubblicato il 13 Dicembre 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’8 gennaio si vota per il rinnovo del consiglio provinciale, ma entro domenica prossima andranno consegnate le liste con candidati annessi.

Le trattative nelle diverse coalizioni sono in corso e nel centrosinistra si sta facendo largo il nome di Marco Curzi. Nei mesi scorsi l’ex assessore non ha preso parte alla battaglia per la conquista delle presidenze delle Commissioni consiliari. Un atteggiamento defilato gradito al gruppo consiliare del Pd, che comunicherà l’ipotesi all’Unione Comunale.

Nella riunione di mercoledì si discuterà pertanto di un eventuale ingresso di Curzi tra le fila dei democratici. Se il trasloco avvenisse, sarebbe più facile esprimere un voto in favore dell’attuale capogruppo di Rinnovamento e Progresso, lista civica di riferimento di Paolo Perazzoli alle ultime amministrative.

Proprio Perazzoli sarebbe fuori dai giochi in quanto prossimo alle dimissioni da consigliere comunale. Stesso discorso per Antimo Di Francesco, su cui già pendono fin troppe cariche. Resterebbero in corsa Tonino Capriotti e Maria Rita Morganti, con i renziani che esigono un rappresentante a Palazzo San Filippo.

San Benedetto è inserita in prima fascia, che ingloba le città dai 30 mila ai 100 mila abitanti. Il valore ponderato di ogni consigliere comunale toccherà i 603 punti. Subito dietro (seconda fascia) vengono i comuni da 10 mila e 30 mila (468 punti), poi quelli da 5-10 mila (317) e quelli da 3-5 mila (190).

A sorpresa, Curzi potrebbe trovare alleati a destra, dove la situazione resta complessa. Forza Italia non cede sulla volontà di presentare un delegato azzurro sambenedettese, ma deve vedersela con i piccoli partiti che non intendono riconoscere la leadership ai berlusconiani.

La maggioranza è in attesa dell’ultima parola del sindaco, tuttavia Piunti non si esprimerà. “Non sono previste riunioni, decidano i partiti”, è il suo laconico commento. Tradotto: se la vedano da soli…

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