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Comitato No Project pronto a dar battaglia: «Se il Consiglio approva il progetto ricorreremo al Tar»

Il gruppo: «Pronti ad andare avanti a oltranza a suon di ricorsi presso ogni autorità possibile»
Pubblicato il 22 Dicembre 2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comitato No Project è pronto ad andare avanti a oltranza a suon di ricorsi se l’amministrazione non fermerà il project financing per la piscina comunale. Ad affermarlo con fermezza sono gli stessi membri del direttivo del comitato, che lamentano la “scorrettezza” dell’amministrazione nella scelta di discutere in un Consiglio Comunale convocato alle porte delle feste un argomento tanto delicato.

“Un Consiglio strategico, chiamato a raccolta in una giornata che è più che semplicemente prefestiva, privo di diretta streaming e che sembra fatto appositamente per ostacolare più possibile che possa essere seguito da chi è coinvolto in prima persona nella discussione del project sulla piscina – dice il comitato – Noi parteciperemo ugualmente, con 21 emendamenti che l’opposizione, orfana di Curzi, Marzonetti e Pellei, porterà avanti contro l’approvazione dei documenti che la Giunta presenterà domani”.

Proprio sulle parti per le quali saranno richiesti gli emendamenti nel corso della discussione di sabato, il Comitato No Project ha espresso le critiche più dure per bocca dell’avvocato Consorti: “Le criticità che avevamo già evidenziato sono diventate ancor più emergenti ora che l’amministrazione ha reso noto l’iter che seguirà nella prosecuzione di questo atto. La dirigenza comunale ha confermato la persistenza di queste condizioni che già abbiamo sottolineato senza tuttavia riuscire a dissuadere l’amministrazione a continuare su un progetto che può essere definito solo che scellerato – dice l’avvocato -. Il progetto prevede un riallocamento di volumi dai locali sottostanti la vasca scoperta a una struttura esterna di superficie, in violazione delle destinazioni d’uso dei locali. Inoltre, l’amministrazione rischia di condannare le casse comunali a pagare risarcimenti per i prossimi 30 anni a causa di una convenzione che scarica tutti i rischi d’impresa sulle spalle della città”.

L’avvocato indica quindi l’articolo 10.2 della convenzione che l’amministrazione porterà domani in consiglio comunale, spiegando: “Su un ricavo atteso di 1,031 milioni di euro, la convenzione stima al 3% di questo valore (circa 31mila euro), la soglia massima annua oltre la quale le casse comunali dovranno risarcire per il mancato guadagno l’azienda privata. Stessa cosa vale nel caso in cui i costi gestionali subiscano un aumento annuo che superi il 3% di quelli stimati, o i costi riconducibili agli oneri finanziari aumentino annualmente di oltre il 2%”.

Il comitato ha dichiarato di essere pronto a dare battaglia al project finché non sarà ritirato. Se il Consiglio Comunale dovesse pronunciarsi favorevole, il gruppo sarebbe infatti già pronto a presentare ricorsi in ogni sede e a qualunque autorità che sia possibile adire. “Ci troviamo davanti a un’iniziativa scellerata che graverà sulle casse del comune per tre decenni – conclude Fabio Eleuteri – E sono i numeri a dirlo, non le opinioni. Chiunque legga la documentazione relativa a questo progetto se ne può rendere conto”.

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