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Comitato anti-project: “Nostro errore fidarci di Piunti. Pronti alla protesta in Consiglio”

Fabio Eleuteri della Cogese: "Se progetto passa, occupazione simbolica della struttura. Aperti a soluzioni alternative"
Pubblicato il 29 Settembre 2017




SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il nostro errore è stato fidarci di loro”. Lo ripete più volte Fabio Eleuteri e per “loro” si intende ovviamente l’amministrazione comunale. La guerra al progetto della nuova piscina prosegue con la costituzione del Comitato “Stop Project Piscina Comunale” che punta a raccogliere almeno un migliaio di adesioni nel più breve tempo possibile.

Nessun referendum, bensì una maniera per contarsi e vedere quanto è consistente questa realtà”, precisa il referente della Cogese. “I cittadini avranno un ruolo di primo piano, avvertiamo il pericolo che se andrà in porto questa operazione, tutto quello che abbiamo costruito in questi anni sarà compromesso, con le conseguenze pagate dagli utenti e dagli atleti”.

La casa del Comitato sarà in Via Toscana, nella sede della stessa Cogese. Verrà quindi costituito un coordinamento ristretto che a sua volta selezionerà un portavoce.

A quel punto si lavorerà in vista del ‘giorno del giudizio’, che le società sportive fissano per metà novembre. “In quel periodo il project finirà in assise, dopo il passaggio in giunta. L’amministrazione sarà determinata, si è capito che vuole andare avanti. La forza per bloccarli può venire solo da un ampio coinvolgimento cittadino. In Consiglio attueremo una protesta visibile, se la sala sarà piena di persone, magari i consiglieri cambieranno idea”.

Non si può tuttavia escludere l’altra ipotesi, ovvero l’approvazione del project da parte della maggioranza: “Allora vorrà dire che organizzeremo un corteo che si concluderà con l’occupazione simbolica della piscina”.

Venerdì sera i presenti all’hotel Progresso sono quasi un centinaio. Emanuela Luzi della scuola di nuoto Albatros di Ascoli esprime solidarietà ai colleghi: “Siamo con voi, non esistono campanilismi, esiste l’amore per lo sport”, afferma sommersa dagli applausi.

Sul fronte politico sfilano rappresentanti di Pd, Cinque Stelle, Ripartiamo da Zero, Articolo Uno e Rifondazione Comunista. Si cita il Palariviera come esempio negativo, ma non mancano nemmeno gli scettici, che invitano il Comitato a studiare un intervento alternativo perché bocciare il progetto del Comune senza un’alternativa valida sarebbe deleterio.

“La nostra missione è bloccare questo project – ribatte Eleuteri – poi saremo aperti a tutte le soluzioni alternative. Ci propongono bar e ristoranti, ma a noi interessa l’acqua. Sportivamente parlando, questo elaborato non ci dà niente, oltre alla riapertura della vasca scoperta. Non viene esaltato il tessuto natatorio locale. La piscina ha sicuramente bisogno di una ristrutturazione straordinaria, ma è sbagliato utilizzare un project che stravolge completamente la destinazione urbanistica della zona, già in forte sofferenza. Non si tiene inoltre conto del contesto socio-economico della piscina e dell’impiantistica pubblica circostante. Il ritorno dall’ingente investimento comporterebbe il ridimensionamento del servizio pubblico attualmente erogato tramite le società sportive e il probabile aumento dei costi agli utenti”.




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