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Caos Samb, chiesta la commissione di inchiesta: “Qual è stato l’iter per i lavori allo stadio? Il sindaco sta improvvisando come sempre, ha mandato dei tecnici allo sbaraglio”

I dubbi dell'opposizione sulla gestione dei rapporti con la società rossoblu: "Per il fotovoltaico al Riviera delle Palme fu votata all'unanimità"

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Redazione
 sabato 3 Aprile 2021

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla vicenda Samb e sulla convenzione per lo stadio l’opposizione richiede ufficialmente una commissione di inchiesta, come anticipato nei giorni scorsi da Bruno Gabrielli. E’ stato annunciato oggi nel corso di una videoconferenza stampa aperta dalla consigliera Flavia Mandrelli. “Come rappresentanti dell’opposizione  – ha spiegato – abbiamo il dovere di controllo su tutta la situazione e abbiamo preso informazioni sui rapporti che intercorrono tra la squadra cittadina e l’amministrazione comunale anche per capire la azione intraprese dall’amministrazione stessa dal momento in cui la squadra è passata di mano, ormai quasi un anno fa”.

Mandrelli parla di poca chiarezza: “Quello che ci è saltato all’occhio – ha detto – è la poca chiarezza presente nelle carte del comune di San Benedetto. La vicenda principale è legata allo stadio Riviera delle Palme e dell’intervento di rifacimento del manto erboso e non è chiaro se il comune si sia tutelato.  Proprio per fare chiarezza abbiamo chiesto questa commissione di indagine che ci auguriamo venga approvata dal consiglio comunale. Nel regolamento è previsto un mese ma vista la situazione ci auguriamo che i tempi siano molto più rapidi ma nel frattempo tutti noi stiamo cercando di capirci qualcosa, di parlare con i funzionari e capire se ci sia stato un percorso corretto in questa vicenda e se il Comune non dovrà spendere dei soldi pubblici per cose che non gli competono. Il sindaco ha istituito un gruppo di lavoro conoscitivo dal quale mi pare che sia uscito poco o niente. Il sindaco non ha coinvolto il consiglio, ma soltanto alcuni di noi ma non in veste di minoranza”.

Il primo a chiedere l’istituzione del tavolo è stato Bruno Gabrielli: “Quello che ho proposto ai colleghi – ha affermato – prevede che l’istituzione di questo tavolo venga votato a maggioranza assoluta da parte di tutti i consiglieri. Parliamo di una commissione speciale di indagine posti in essere dagli uffici comunali. Io sono certo che questa istanza non potrà rimanere non presa in considerazione dalla maggioranza, del sindaco Piunti e del vicesindaco Tassotti perché se ricordiamo bene alcuni anni fa un commissione di inchiesta, sempre sullo stadio, fu istituita e presieduta dall’attuale assessore Pierluigi Tassotti che, sicuramente, insieme al sindaco Piunti comprenderà l’importanza di fare chiarezza su tutta la situazione perché comprendere quello che è accaduto è nell’interesse di tutti. Se tutto risulterà in regola saremo contenti in primis come cittadini perché se il comune dovesse essere chiamato a tirare fuori dei soldi pubblici non credo sia giusto”.

Tonino Capriotti ha citato la lettera inviata alla Procura dal Movimento 5 Stelle ribadendo: “Chi meglio di una commissione di inchiesta può fare chiarezza? – ha chiesto -. Paragoniamo il comune al semplice proprietario di un bene immobile. Chiunque dia il proprio immobile ad una persona fa delle indagini e delle verifiche per capire quale sia la realtà alla quale si affida il bene, soprattutto se pubblico. L’accertamento delle qualità e delle capacità economico finanziarie di chi gestisce un bene pubblico è doverosa per questo occorre assolutamente fare chiarezza”.

Relativamente al ricorso alla Procura la Mandrelli specifica: “Se il lavoro della Commissione dovesse riscontrare potenziali irregolarità allora, facendo il nostro dovere di cittadini,  ci rivolgeremo alla magistratura. Ma solo in quel caso”.

Presente alla conferenza anche Domenico Pellei che prende le distanze dai Cinque Stelle: “La Procura farà il proprio percorso – ha spiegato – ma noi rappresentiamo la parte politica e non condivido la scelta di andare in Procura. Noi scegliamo la strada politica e per questo chiediamo la commissione. La Sambenedettese è stata gestita da questa amministrazione nello stesso modo in cui gestisce le altre cose: con improvvisazione. Basti ricordare i trecentomila euro per i seggiolini ma a San Benedetto si affronta sempre tutto all’ultimo momento mettendo delle pezze. Per questo la richiesta della commissione rappresenta lo strumento più adatto anche in dissenso dal tavolo tecnico definito una settimana fa. Anch’io sono stati coinvolto, ho partecipato una volta e non ho più partecipato perché non ne riconosco l’ufficialità. Il sindaco ha mandato dei tecnici allo sbaraglio e bisogna fare chiarezza sui lavori allo stadio perché qui si corre il rischio che la toppa non solo sia peggio del buco, ma sia un buco più profondo”.

A chiedere la commissione è anche l’ex vicesindaco Antimo Di Francesco: “Non c’è nessun intento di strumentalizzazione rispetto a questa proposta – ha affermato – e mi auguro che venga approvata dall’intero consiglio comunale come avvenne ai tempi dell’amministrazione Gaspari per la vicenda del fotovoltaico. La commissione è uno strumento che serve per comprendere e verificare gli atti amministrativi che sono stati effettuati in questi mesi”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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