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Ballarin, il Comune annuncia lo smantellamento dei capannoni. Carristi furiosi: “Ci serve tempo”

Piunti: "Se accade qualcosa sono io il responsabile". Mistero sulla tempistica. Spunta il centro Agroalimentare come deposito temporaneo del materiale
Pubblicato il 15 Marzo 2018

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uno spiraglio dopo ore di tensione. I carristi e l’amministrazione trovano un punto di contatto al termine di un lungo confronto nel corso del quale tutto ruota attorno ad un’unica certezza: “I capannoni verranno presto smantellati, con lo sgombero del materiale che c’è all’interno”.

L’annuncio in commissione arriva dall’architetto Annalisa Sinatra, costretta a comunicare il prossimo avvio della procedura che porterà anche alla rimozione della cancellata ormai marcia.

Sì, ma quando? La domanda non è banale, perché le preoccupazioni dell’associazione Amici del Carnevale riguardano proprio la tempistica. “La struttura è sicura, resisterebbe persino ad un forte terremoto, l’unico disagio è provocato dai teloni – afferma Roberto Narcisi – lì dentro abbiamo una marea di materiale che va recuperato. Una volta tirato fuori, dove lo mettiamo? Ci serve tempo per venderlo. Sono pronto a legarmi all’ingresso”.

Il tempo però non c’è. A fine riunione il sindaco Piunti, spesso assentatosi per via di altri impegni in contemporanea, fa sapere di avere l’urgenza di mettere in sicurezza l’area: “Se accade qualcosa il responsabile sono io, gli uffici lavoreranno per arrivare al più presto a una decisione”.

In precedenza, il primo cittadino aveva messo le mani avanti: “Non intendiamo penalizzare nessuno, questa situazione l’abbiamo ereditata e presa a carico. Secondo voi i capannoni sono sicuri, ma noi abbiamo altri report”.

Sia maggioranza che opposizione concordano sull’urgenza dell’intervento e, una volta tanto, le divisioni politiche lasciano il campo ad una visione comune. Ed è Tonino Capriotti che prospetta una possibile soluzione provvisoria che risolva perlomeno una parte del problema: “Si potrebbe utilizzare il Centro Agroalimentare come deposito temporaneo, in attesa che si trovi una nuova sistemazione”. Andrea Assenti prende nota e definisce l’ipotesi fattibile. L’assessore chiede quindi ai diretti interessati quanto tempo ci voglia per rimettere in sagoma le costruzioni, così da trasportarle via senza danneggiarle. Da qui partirà il secondo tempo di una partita che non prevedrà tempi supplementari. L’ordinanza di rimozione resta dietro l’angolo.

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