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Articolo Uno “sveglia” l’opposizione: “Non sottovalutate Piunti, la sua è una brutale privatizzazione dei servizi pubblici”

L'appello di Giorgio Mancini e Luca Spadoni: "Non è vero che non è possibile fare opposizione. Sono stati dati segnali forti ed effettuate scelte precise"
Pubblicato il 18 Agosto 2017





SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non sottoavlutate questa amministrazione. Va combattuta”. In sintesi è questo il messaggio che Giorgio Mancini e l’ex assessore Luca Spadoni, rappresentanti di Articolo Uno, lanciano al resto della sinistra prendendo le distanze da chi afferma che l’amministrazione sia priva di iniziativa e per questo l’opposizione non può fare il suo lavoro. Tutt’altro, secondo i due rappresentanti del movimento che prendono spunto dalla festa di Rifondazione Comunista per fare alcune riflessioni.

“C’è l’opinione diffusa – spiegano Spadoni e Mancini – che l’amministrazione Piunti in questo anno e spiccioli di inizio mandato sia così priva di iniziativa e di realizzazioni da non consentire all’opposizione di fare il suo mestiere. La stessa campagna “Nothing Festival” di Rifondazione Comunista incarna questa opinione. Non siamo completamente d’accordo. Se sotto il profilo delle opere pubbliche sicuramente Piunti non ha fatto molto (se non completare quanto già messo in cantiere dalla precedente amministrazione), sotto altri profili la nuova amministrazione ha dato segnali forti e dettato scelte ben precise sul futuro della città”.

Mancini e Spadoni citano ad esempio la proposta del project financing per la piscina comunale, sottolineando la concessiona ai privati per 45 anni della gestione dell’impianto, il nuovo regolamento sulla gestione dei servizi educativi comunali e quello della Palazzina Azzurra. “Il primo – affermano – ha consentito la sostanziale privatizzazione dell’asilo nido di via mattei, mentre il secondo è ora utilizzabile per scopi commerciali da parte dei privati”. E ancora altre situazione come l’utilizzo dell’ex Iat o la concessione gratuita dell’ex Gil all’Uci Cinema.

“Non è secondo noi casuale – spiegano – che anche il programma delle manifestazioni dell’estate abbia visto la sostituzione di iniziative gratuite (Maremoto, Festival Ferrè) con spettacoli a pagamento. Tali scelte danno il senso della chiara cifra “ideologica” dell’amministrazione Piunti: non una equilibrata collaborazione con il privato per la realizzazione di opere utili per la città, ma una brutale privatizzazione di servizi pubblici, senza alcuna garanzia per l’interesse collettivo e con totale asservimento alle esigenze del privato. E “niente” non è. È del tutto evidente che anche le cosiddette “non decisioni” costituiscono precise e inequivocabili scelte politiche. La rinuncia al progetto SPRAR per l’accoglienza dei rifugiati è infatti una chiara scelta politica dell’amministrazione Piunti. Sotto altro profilo la totale scomparsa dal panorama della discussione politica del tema della mobilità alternativa, del miglioramento della qualità dell’aria e della lotta all’inquinamento, stanno ad indicare la precisa scelta di perseguire obiettivi di segno radicalmente opposto e sicuramente meno disturbanti per alcune fasce dell’opinione pubblica cittadina”.

Insomma per Mancini e Spadoni l’opposizione deve uscire dall’idea che non ci sia nulla da fare per constrastare l’amministrazione Piunti. “Non si consumerà lentamente al fuoco del suo presunto nichilismo – dicono -. Occorre poi fare un’analisi oggettiva di quello che è accaduto nelle comunali del 2016, anche qui abbandonando l’idea, ancora molto diffusa, che la sconfitta sia stata un incidente di percorso dovuto all’azione di pochi franchi tiratori o traditori della causa, ma prendendo coscienza del fatto che quello proposto dal centrosinistra era un progetto politico sbagliato e confuso nei programmi e nelle persone che lo avrebbero dovuto incarnare. Infine occorre la consapevolezza che un’azione di opposizione comune non si trasforma automaticamente in una proposta di governo alternativo della città: per questo occorre una chiara e precisa elaborazione di programmi e obiettivi; la creazione di luoghi di discussione franca e reale sul futuro della città; la selezione di una classe dirigente che sia capace non solo di “acchiappare” voti ma di attrarre intelligenze e professionalità indispensabili al successo di un ambizioso progetto politico”.



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