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Ambientalisti e centrosinistra: “Il Comune doveva acquisire l’area Brancadoro. La pianificazione non può essere in mano a privati”

Pd: "L'area era andata all'asta a un terzo del valore, il primo cittadino purtroppo non si è mostrato interessato". Spadoni: "Non stiamo parlando del giardino di casa nostra, ma dell'area verde più grande della città"

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Massimo Falcioni
 sabato 18 Novembre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Il ‘campo larghissimo’ del centrosinistra e le realtà ambientaliste lanciano l’appello: “Salviamo l’area Brancadoro”. Una richiesta che si trasformerà in una raccolta firme. A firmare il documento sono Legambiente, il Forum Salviamo il Paesaggio e il Coordinamento Fermiamo il consumo di suolo, a cui si aggiungono Pd, Verdi, Cinque Stelle, Nos, Rifondazione Comunista, Partito Socialista e Sinistra Italiana.

“La pianificazione non può essere rimessa al privato, la politica deve e può mantenere il suo ruolo”, afferma l’ex assessore Luca Spadoni. “È un appello soprattutto alla politica, l’interesse prevalente deve essere la tutela dell’ambiente. Un’area verde libera ha già di per sé una funzione: mitigazione del clima, drenaggio delle acque. Non stiamo parlando del giardino di casa nostra, ma dell’area verde più grande della città. Questo argomento deve diventare oggetto di dibattito pubblico, ci vuole una discussione trasparente incardinata su principi fondamentali”.

Come detto, presto partirà anche una petizione, a cui si aggiungeranno assemblee cittadine per informare i sambenedettesi.

“Speravamo che il Comune comprasse quell’appezzamento – osserva Amilcare Caselli di Fermiamo il consumo di suolo – il territorio di San Benedetto è molto problematico dal punto di vista idrogeologico. Terreno vergine non vuol dire terreno abbandonato”.

Sul fronte politico, il Pd punta il dito contro il sindaco Spazzafumo: “Questa amministrazione comunale purtroppo gira a vuoto sulle questioni importanti”, accusa la segretaria Diana Palestini. “L’area era andata all’asta a un terzo del valore, il primo cittadino purtroppo non si è mostrato interessato. Dà il senso di quello che possiamo aspettarci. Oggi tutti noi dobbiamo essere consapevoli che le scelte fatte 20-30 anni fa non sono più riproponibili. Vorremmo un altro pensiero dell’amministrazione sull’area Brancadoro, serve una pressione da parte nostra”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Paolo Canducci: “Siamo costretti a fare questo percorso perché il Comune non ha acquistato il terreno. L’avesse fatto, discuteremmo di altro. Si è presentata un’occasione d’oro e non è stata colta, quindi ci ritroviamo a confrontarci con un soggetto privato. L’errore è stato gravissimo. Siamo in tanti e questo pone le basi per un confronto”. Poi provoca: “La Samb è altra cosa dallo sviluppo della città. Non è corretto mettere insieme le due cose. Fino a prova contraria una partita di calcio non si gioca in un appartamento. Sulla spinta di un sentimento sportivo si rischia di fare scelte di pancia e non emendabili”.

Per Rachele Laversa, segretaria dei Socialisti, nelle azioni dell’amministrazione c’è una chiara consapevolezza di fondo: “L’obiettivo, evidentemente, non è il bene comune. C’è una visione parcellizzata della città, come se non fosse qualcosa di globale, da vivere interamente”.

L’auspicio di Matteo Cicconi (Rifondazione Comunista) è che il tema penetri tra i cittadini: “Ci saranno conseguenze non recuperabili. E’ necessario un livello di mobilitazione”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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