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Grottammare, alle interrogazioni rispondono i consiglieri e non gli assessori. L’ira di FdI: “In piena violazione del regolamento”

Raffaele Rossi e Tiziana Stampatori: "Ancora una volta si calpesta la democrazia"

Pubblicato da 

Redazione
 venerdì 29 Marzo 2024

GROTTAMMARE. “All’ultimo consiglio comunale si è calpestata ancora una volta la democrazia”. Lo affermano i consiglieri comunali di Grottammare di Fratelli d’Italia Raffaele Rossi e Tiziana Stampatori. “Un Sindaco non all’altezza del ruolo con una Giunta evanescente e politicamente irrilevante, sostenuto da un’orda di consiglieri di maggioranza che agisce in modo irriverente e irregolare nei confronti dei colleghi dell’opposizione. Una maggioranza talmente spocchiosa da dare per scontato che tutto quello che viene dalla minoranza sia strumentale e sbagliato, senza neanche concedere il beneficio del dubbio. Questo atteggiamento ha un nome, sin dai tempi degli antichi greci: Hybris, cioè tracotanza”.

“Nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso 21 marzo per l’ennesima volta si è calpestata la democrazia. Infatti, nonostante le proteste provenienti dai banchi dell’opposizione, è un consigliere comunale a rispondere a un’interrogazione formulata da un collega di minoranza, in piena violazione del Regolamento sul funzionamento e l’organizzazione del Consiglio Comunale, delle Commissioni Consiliari e dei Gruppi consiliari. Il testo infatti al comma 2 dell’art. 53 recita: “L’interrogazione consiste nella richiesta, debitamente firmata rivolta al Sindaco o ad un Assessore delegato per avere informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato o per conoscere i motivi e i criteri in base ai quali ci si prefigge di operare in merito ad un determinato fatto od intervento. Le interrogazioni possono avere anche carattere ispettivo per accertare la legittimità e la correttezza dell’operato dell’amministrazione”.

I due consiglieri proseguono con il Comma 4  “Per le interrogazioni può essere richiesta risposta scritta o orale in consiglio comunale, nel primo caso il Sindaco o l’Assessore delegato competente per materia da la risposta scritta, entro 30 giorni dalla presentazione. In caso di richiesta di risposta da dare oralmente nel corso del Consiglio Comunale il Presidente del Consiglio Comunale provvede ad iscrivere la risposta all’interrogazione nel primo ordine del giorno utile del consiglio”

“Insomma questa farsa del consigliere delegato “alla grottammarese” è sfuggita di mano e oggi, ancora un volta, infrange regolamenti e uccide il buonsenso.
Inizialmente usata dal Sindaco Rocchi come soluzione per dare un contentino ai suoi Consiglieri di maggioranza, oggi sfocia in una sistematica, grossolana e inaccettabile violazione della regole e, di conseguenza, della democrazia. Un andazzo tipico della peggiore devianza della Prima Repubblica”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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