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Produzione di vino in calo fino all’80%. Cia Ascoli: “Necessari ristori dalle istituzioni”

L’associazione agricoltori provinciale Ascoli: “Si iniziano a stimare i danni di questa malattia fungina che ha colpito i vigneti”
Pubblicato il 24 Luglio 2023

ASCOLI PICENO. Produzione di vino, si stimano cali di produzione che vanno dal 40% fino a punte che sfiorano l’80%, quest’ultime soprattutto tra gli impianti biologici dove l’intervento tempestivo dopo una precipitazione è fondamentale. A stilare un quadro della situazione è la Cia Agricoltori provinciale di Ascoli.

 Un calo di produzione provocato dal forte maltempo che ha colpito il Piceno, e più in generale tutto il territorio regionale delle Marche, nei mesi di maggio e giugno «con l’impossibilità di rientrare tempestivamente nei filari – spiega Matteo Carboni presidente della Cia provinciale di Ascoli, Fermo e Macerata – ma anche la forte umidità notturna, ancora presente nonostante le altre temperature abbiano portato ad una forte diffusione della peronospora nei vigneti provocando un’importante perdita di produzione». In particolare il problema riguarda l’intero territorio marchigiano e risulta quasi impossibile trovare vigneti non attaccati da questa malattia fungina.

«Di fronte a questo vero e proprio dramma per le aziende del territorio – prosegue Carboni – del resto la problematica riguarda anche molte altre regioni, sono necessari interventi immediati da parte delle istituzioni per ristorare i danni di un intero settore in ginocchio. Inoltre è necessario mettere in atto una serie di interventi più strutturali poiché i cambiamenti climatici ci mettono di fronte a stagioni sempre più imprevedibili, ed ecco che bisogna mettere in campo strumenti che possano sostenere gli agricoltori in situazioni simili, dall’incentivo dell’innovazione in agricoltura come droni e robot che permettono di intervenire anche in condizioni sfavorevoli, all’innovazione varietale, le cosiddette varietà “resistenti” alla peronospora sembrano aver reagito bene a condizioni di stress come quelle di questa stagione. Ed ecco che bisogna investire nella ricerca e nella sperimentazione per rendere le nostre varietà “resistenti”, fino a strumenti assicurativi come ad esempio fondi mutualistici da realizzare a livello nazionale».

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