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Asimprese riunisce Marche e Abruzzo contro le sagre selvagge

Pubblicato il 13 Maggio 2014

SAN BENEDETTO – Asimprese Marche ha ospitato, nel corso di una riunione del direttivo, i rappresentanti dell’Associazione Ristoratori Albensi capeggiati dal presidente Valerio Di Mattia. L’argomento trattato è stato quello delle cosiddette sagre selvagge. Un problema sul quale le due realtà si sono lungamente confrontate.

“Quello che è emerso – spiega il presidente di Asimprese Luca Cantalamessa – è che tutto il mondo è paese quando si tratta di certi argomenti. Le problematiche vissute nel vicino Abruzzo sono praticamente quelle che si vivono nelle Marche”.

Di Mattia, nel corso dell’incontro che si è tenuto allo chalet “La Bussola” di San Benedetto, ha infatti spiegato come la fascia litoranea del Nord dell’Abruzzo sia oberato da sagre e feste parrocchiali che nulla hanno a che vedere con il prodotto tipico e che, soprattutto, non vengono utilizzate per promozionare il territorio. Stessa situazione che accade nelle Marche: “Fare un evento del genere nel bel mezzo dell’estate – ha affermato – significa semplicemente sfruttare il flusso turistico che qualcun altro ha già portato qui”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario dell’Asimprese Massimo Pompei che ha ribadito: “Gli operatori investono sulla promozione, portano qui i turisti e poi se li vedono portar via da questo genere di eventi. Non è più possibile andare avanti così”.

Asimprese ha commissionato l’elaborazione di un documento da presentare ai singoli comuni della Regione. Si tratta di una simulazione di regolamento comunale di dieci pagine, nella quale vengono stabiliti i parametri per l’ottenimento ed il rilascio dei permessi per feste e sagre. Un documento in fase di perfezionamento che, nelle prossime settimane, verrà presentato ufficialmente.

Ancora una volta, dalle varie zone della Regione, sono arrivate segnalazioni di eventi e feste che nulla hanno a che fare con la vera vocazione della sagra. Per quanto riguarda il territorio Piceno, ad esempio, si sono aggiunte diverse novità con centri rivieraschi che, addirittura, hanno messo in calendario sagre che valorizzano ricette di altre regioni. “E’ semplicemente un modo – ha spiegato il responsabile per la ristorazione Andrea Goffredo – per togliere clienti ai ristoratori”.

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