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Asimprese alla Regione: “Stop alle Sagre-Ristorante”

Pubblicato il 21 Aprile 2014

Asimprese torna a tuonare contro le sagre selvagge e lo fa alla vigilia dell’ennesima stagione piena di eventi che, più che esaltazioni delle tipicità, somigliano a momenti di facile ristorazione a cielo aperto. “Sarebbe semplice riuscire a filtrare la sagre degne di questo nome da quelle “selvagge” – spiega Andre Goffredo, responsabile del settore ristorazione di Asimprese Marche – i parameteri sono semplici e sono prevalentemente relativi ai prodotti utilizzati e alla durata dell’evento”.

Da tempo Asimprese si batte proprio per riportare il significato della Sagra a quello originale: di valorizzazione del prodotto territoriale e vero evento convogliatore di turismo: “Per anni – prosegue Goffredo – la situazione ha subito un abbrutimento e si è assistiti ad un esponenziale decadimento di tradizioni nel nome di guadagni facili per enti e associazioni che hanno improvvisato ristoranti a cielo aperto grazie ad una serie di strategie che hanno consentito, e continuano a consentire, di eludere regole e tassazioni”.
Così si assiste a feste e fiere che poco hanno a che fare con i territori di riferimento: il pesce protagonista di sagre in collina e il maiale di eventi al mare. “Qualche comune – prosegue Goffredo – negli ultimi anni ha iniziato un percorso, meritevole, di ripristino della situazione. Nel Sud delle Marche, ad esempio, cito i comuni di San Benedetto, Grottammare e Acquaviva Picena. Ma tutto intorno c’è anarchia”.

Un’anarchia che, per Goffredo, deve essere spazzata via dalla Regione: “Asimprese chiama all’appello tutti i ristoratori delle Marche per dare vita ad una petizione da consegnare a Palazzo Raffaello che chiami la Regione a produrre un documento scritto che vieti la concessione della autorizzazioni per eventi di durata superiore ai tre giorni e che non siano riconducibili ad una tradizione enogastronomica davvero territoriale”.

I presidenti provinciali di Asimprese, in questi giorni, stanno contattando a tale scopo tutti i ristoranti presenti sui loro territori di competenza per firmare il documento che, entro l’avvio dell’estate, sarà presentato all’assessorato di riferimento della Regione Marche.

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