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Viareggio onora Gianni Merlini. Una scultura in memoria dell’architetto sambenedettese

Il soprannome della sua famiglia era "Lu Scrivà" ed era famoso anche per aver dato vita al personaggio per bambini Lupo Libeccio
Pubblicato il 24 Ottobre 2018

VIAREGGIO – È stata inaugurata a Viareggio, in piazza Viani nel quartiere della Darsena, la scultura “La Baldoria”, di Libero Maggini, realizzata su progetto di Gianni Merlini, architetto di origini sambenedettesi (il soprannome della sua famiglia era “Lu scrivà”), compianto presidente del Carnevaldarsena.

La scultura è dedicata alla tradizione popolare delle “baldorie”, i falò di aghi di pino che un tempo venivano accesi la sera del 7 settembre, vigilia della festa della Madonna. Un rito antico di ringraziamento, nato nel 1854 per celebrare la fine di un’epidemia di colera per intercessione – secondo la devozione popolare – della Vergine. Con gli anni il rito si trasformò in una festa che coinvolgeva i ragazzi, ma anche persone di ogni età.

«Questa scultura – scriveva Gianni Merlini nel 2013 – rappresenta un gruppo di ragazzi che trainano un carretto colmo di pinugliori (aghi di pino, ndr) come se trasportassero un carico di preziosi e, orgogliosi e soddisfatti, pregustano il momento magico della baldoria purificatrice e dell’esplosione finale delle “mi’ nonne” (le faville che i ragazzi lanciavano in aria quando il rogo si era quasi esaurito, ndr). Il nostro intento, anche se può far trasparire un velo di nostalgia, è rivolto a ricordare e preservare la memoria di tutti quegli anonimi personaggi che hanno fatto la storia di Viareggio».

Merlini era famoso anche per aver dato vita al personaggio per bambini Lupo Libeccio e alcune copie del suo libro di racconti di ambientazione marinara sono custodite all’interno della biblioteca di San Benedetto.

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