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Uno strumento mini-invasivo che “vede” le metastasi. La Chirurgia di San Benedetto prima in Italia

Presentata la nuova colonna laparoscopica a disposizione del reparto diretto dal professor Salomone Di Saverio
Pubblicato il 21 Maggio 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. L’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli, al fine di dotare i propri presidi ospedalieri di apparecchiature sempre più tecnologicamente all’avanguardia, ha acquisito per il blocco operatorio del ‘Madonna del Soccorso’ di San Benedetto una nuova colonna laparoscopica per l’attività dell’unità operativa complessa di chirurgia diretta da Salomone di Saverio.

Si tratta di una colonna di fascia della ditta Stryker (risoluzione 4K, con possibilità di traccianti Icg) ed è la prima ad essere stata installata in Italia. La nuova strumentazione è un modello più evoluto della colonna laparoscopica presente nel blocco operatorio dell’ospedale ‘Madonna del Soccorso’ dove quest’ultima continuerà, comunque, ad essere utilizzata. E’ stata presentata questa mattina dai vertici dell’Ast picena alla presenza del sindaco Antonio Spazzafumo.

“Il nostro impegno – dice il direttore generale dell’Ast di Ascoli, Nicoletta Natalini – nella direzione di un continuo rinnovamento tecnologico delle apparecchiature nei presidi ospedalieri. Siamo contenti dei risultati evidenti e tutti la competenza del direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia dell’ospedale di San Benedetto, Salomone di Saverio, che rappresenta per l’intera nostra azienda un fiore all’occhiello in tutti i campi di chirurgia mini-invasiva e tradizionale per l’ampiezza dei percorsi, dalla diagnosi fino alla terapia oncologica e chirurgica, all’interno della nostra azienda sanitaria”.

La colonna laparoscopica consente di eseguire una chirurgia mini-invasiva ‘guidata dalla fluorescenza’, procedura molto importante in tutta la chirurgia, soprattutto in quella oncologica in cui nell’ultimo decennio si è particolarmente focalizzata l’attività del dottor Di Saverio.

“Si tratta di una chirurgia addominale per i tumori del tratto gastroenterico – dice Di Saverio –, ovvero dell’esofago, dello stomaco, del fegato, del pancreas, del colon-retto e anche della milza. Una particolare applicazione della linfoadenectomia guidata dalla fluorescenza è nella resezione delle metastasi: si possono identificare resecare in maniera molto più precisa e identificare i linfonodi possibilmente, o probabilmente, metastatici. C’è una crescente evidenza nella letteratura scientifica internazionale in merito al fatto che la chirurgia guidata dalla fluorescenza migliori la radicalità oncologica e quindi la possibilità, successivamente, per gli oncologi di avere una stadiazione più precisa delle neoplasie, e per il chirurgo una resezione del tumore dei linfonodi ugualmente più precisa”.

Le applicazioni

“I migliori campi di applicazione – continua Di Saverio – sono nell’identificazione dei linfonodi nel cancro gastrico, del retto e dell’esofago. A San Benedetto abbiamo iniziato dal 2022 la chirurgia laparoscopica dell’esofago, a laparoscopica specialistica, di alta complessità, che altrimenti viene eseguita solo in centri sanitari del nord. La nuova colonna rappresenta, per le sue caratteristiche tecniche, un’evoluzione dei modelli precedenti che permette una visualizzazione migliore, più accurata e precisa. Rappresenta, dunque, il prodotto più innovativo e tecnologicamente avanzato attualmente presente sul mercato e l’Ast di Ascoli è stata la prima azienda sanitaria italiana ad acquisirla. Il primo intervento di alta laparoscopica con questa nuova colonna è stato effettuato dieci giorni fa. La chirurgia laparoscopica eseguita da chirurgi esperti – conclude il dottor Di Saverio – ha gli stessi risultati di quella robotica dietro alla quale c’è, comunque, sempre il braccio dello specialista”.

L’unità operativa complessa di chirurgia dell’ospedale di San Benedetto ha una dotazione organica formata dal direttore Salomone Di Saverio, 9 dirigenti medici, una specializzanda, 7 coordinatori infermieristici, 15 infermieri (di cui 3 in ambulatorio chirurgico), 10 operatori socio sanitari e 2 case manager dedicati esclusivamente alla breast unit, e nell’anno 2023, ha effettuato 131 procedure di chirurgia addominale oncologica e 86 procedure di chirurgia addominale non oncologica, con una percentuale di circa due/terzi in laparoscopia.

Uno strumento importante anche per la direttrice del reparto di Anestesia Tiziana Principi: “Questa è una chirurgia che richiede un’anestesia di tipo intensivo, tra la mia equipe e quella del professor Di Saverio c’è una grande simbiosi. E in queste circostanze l’affiatamento e la fiducia sono fondamentali”.

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