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Suolo ricoperto dal cemento, San Benedetto al primo posto nelle Marche

Pubblicato il 1 Agosto 2016

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si tratta di uno di quei primati di cui si farebbe volentieri a meno. La Riviera è il comune delle Marche, in proporzione, con la maggior superficie di suolo consumato. La causa è l’erosione di territorio agricolo, naturale o seminaturale a beneficio di asfalto, edifici e capannoni, e l’espansione di aree urbane e di insediamenti commerciali, produttivi e di servizio. Ad affermarlo è la Coldiretti Marche sulla base del rapporto 2016 Ispra, secondo il quale nella nostra regione il fenomeno interessa il 7 per cento della superficie territoriale, ma questa percentuale sale addirittura all’83 per cento se si considerano gli impatti diretti e indiretti a una distanza di 200 metri.

A San Benedetto la percentuale di suolo consumato è del 37,2%. Segue Porto San Giorgio con il 36,9% e Gabicce Mare con il 32,4%. Se si considera, invece, chi nel periodo 2012-2015 ha avuto il maggior incremento di terreno cementificato, spicca Folignano (Ascoli Piceno), con un +9,8 per cento, davanti a Camerata Picena (Ancona) con +9,4 per cento e Peglio (Pesaro Urbino) con +9,1 per cento. Cresce il cemento e si abbandonano contemporaneamente le zone curate dagli agricoltori che assicurano una costante manutenzione. Bisogna aggiungere che su un territorio reso così fragile si abbattono sempre più spesso i cambiamenti climatici con precipitazioni sempre più intense e frequenti e vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Basta guardare San Benedetto quando piove intensamente, per capire quando la situazione sia delicata e pericolosa dal punto di vista del sicurezza del territorio.




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