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Sanità, Nursind e Usb confermano lo sciopero e la protesta: “In risposta alla propaganda della dirigenza Ast”

Giuliani e Pelosi: "Scioperare e manifestare non è solo un atto di protesta, ma il primo passo di una lunga lotta per riconquistare la dignità professionale ed economica"
Pubblicato il 9 Marzo 2024
ASCOLI PICENO. “Ribadiamo che la data dello sciopero del 22 marzo rimane confermato”. Lo affermano a chiare lettere Maurizio Pelosi (Nursind) e Mauro Giuliani (Usb). “La nostra determinazione a scioperare e manifestare è una risposta decisa al silenzio e alla “propaganda” della Dirigenza AST AP, che hanno caratterizzato anni di ingiustizia contrattuale e sfruttamento. Questa decisione è alimentata dalla frustrazione e dalla determinazione dei lavoratori, rappresentando un segnale inequivocabile della nostra volontà ferma nel perseguire il cambiamento. In questo momento cruciale, i lavoratori sono più uniti e determinati che mai”.
“Scioperare e manifestare non è solo un atto di protesta, ma il primo passo di una lunga lotta per riconquistare la dignità professionale ed economica che ci spetta. Il personale in scadenza a fine marzo, inclusi ausiliari, infermieri, tecnici, OSS e altri, devono essere prorogati e stabilizzati, con modifica del PIAO. Abbiamo un impellente bisogno di reclutare personale aggiuntivo tramite le graduatorie di concorso per infermieri, ostetriche, e altre figure professionali, oltre che attraverso la mobilità da altre Aziende Sanitarie”.
I due sindacalisti si dicono “pienamente consapevoli che il cammino non sarà agevole, tuttavia siamo determinati ad affrontare le sfide che ci attendono con risolutezza e solidarietà. Continueremo a combattere per un ambiente lavorativo più equo, in cui i diritti vengano rispettati e non calpestati, compresi i diritti alle ferie, al pagamento delle ore straordinarie, e al rispetto dei periodi di riposo. Un ambiente che sia rispettoso e gratificante per tutti i lavoratori. E per concludere, è imprescindibile mostrare maggiore flessibilità verso le mamme, che costituiscono l’80% del personale ospedaliero. È assurdo negare loro il Bonus Mamme, l’opportunità di lavorare a tempo parziale, periodi di aspettativa non retribuiti e costringerle a rinunciare al lavoro con le dimissioni immediate, per occuparsi dei figli. È paradossale che questa situazione avvenga sotto una direzione prettamente femminile”.
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