giovedì 1 Dicembre 2022
Ultimo aggiornamento 08:31
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Rissa alla partita dei quindicenni. Squalifiche per tre ragazzi

L'Atletico Ascoli: "Il nostro staff lavora ogni giorno per rendere la società più virtuosa e inclusiva"
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO
Sono arrivati i provvedimenti del Giudice Sportivo per la gara del campionato Allievi tra Porto d’Ascoli e Atletico Ascoli ed ha inflitto cinque giornate di squalifica al calciatore dell’Atletico Ascoli che ha commesso il fallo dal quale sarebbe poi partita la rissa dal momento che, dopo il fallo e l’espulsione, il ragazzo ha colpito con un pugno l’avversario sul quale aveva commesso l’infrazione.

Quattro le giornate di squalifica quindi assegnate ad un giocatore del Porto d’Ascoli e tre ad un altro suo compagno di squadra. In entrambi i casi si è trattato di “condotta violenta”. Intanto l’Atletico Ascoli, che all’indomani della gara aveva pubblicato sui social una nota di scuse, ha inviato alle redazioni un comunicato stampa.

“I nostri allenatori, preparatori, accompagnatori, addetti alla logistica, manutentori, magazzinieri, dirigenti – si legge nella nota – ogni giorno lavorano alacremente per rendere la nostra società più virtuosa, inclusiva, indipendente, giusta, meritocratica. Si, perché è opportuno che tutti i nostri ragazzi trovino la loro dimensione ed, a prescindere dal calcio, possano collaborare alla crescita futura del nostro territorio, stella polare del nostro sistema sociale. Il senso di responsabilità civile condiviso ci spinge ad affermare che la nostra realtà sportiva ha l’ambizione di usare il calcio come booster per la creazione di una società migliore. L’Atletico Ascoli non fa calcio, è un collettivo che pretende dai suoi ragazzi regole, disciplina, rispetto, umanità, senso di appartenenza, sacrificio. Pietre miliari per la creazione di generazioni colme di voglia di far prosperare, ribadiamo a prescindere dal calcio, le nostre aziende, le nostre pubbliche amministrazioni, i nostri circoli sportivi e culturali, le nostre scuole d’infanzia, le nostre università”.
“Vorremmo essere, lavorando con umiltà ed ambizione, la parte lusinghiera di una società che deve necessariamente nutrirsi dei suddetti valori che, una volta innestati, siamo certi possano divenire spinta emulativa positiva. Non è utopia, è voglia di cambiare uno stato inerziale piatto, fiacco e non tollerabile. È voglia di spingere verso uno stato progressivo che crei abbondanza per tutti i differenti ordini della società. Voglia di opporre interessi generali a sfavore di interessi particolari. Si, passando anche da una selezione che favorisca tutto il sistema, a cascata, creando uno spirito competitivo sano che alimenti la voglia di emergere e di spingersi oltre gli standard. I nostri ragazzi ottengono tutto facilmente, viaggiano nel mondo liberamente, comunicano in tempo reale, hanno tecnologia e benessere a portata di mano: devono tuttavia  fare i conti con questa facilità, che non offre ostacoli veri su cui il ragazzo possa rafforzare il proprio sviluppo psichico.
Diamo loro regole coerenti, contagiamoli di passioni, prendiamoci cura delle loro emozioni, spingiamoli a sperimentare. Aiutiamo i nostri figli ad eccellere nella vita, non per pure apparenze, unicamente per loro stessi”.

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